11.2.14

La "sofferenza" delle banche italiane


Ma questi banchieri vi sembrano "sofferenti"?
Sorge un dubbio. Dirottare l'attenzione sulle cazzate (tipo Alan Friedman, l'Ollio dei giornalisti americani) serve a distoglierla dalle mazzate in arrivo.
Sì, perché se tanto mi da tanto si sta preparando una nuova batosta. Cosa significano i guaiti, in via d'intensificazione, circa le sofferenze delle banche italiane?
Banche, nuovo record dei crediti a forte rischio: sofferenze a 155,8 miliardi (+24,6%) Titola Il Fatto Quotidiano.
E intanto si tenta di avviare una bad bank nazionale, riparlando di "prestiti" pubblici, e cartolarizzazione dei crediti che non si riescono a recuperare.
Non sono bastate valanghe di miliardi regalati alle banche e usati per comperare titoli di stato con rendimenti elevati (pensate se un cittadino qualunque potesse ottenere soldi al'1% per poterli reinvestire non dico con un alto rendimento e troppi rischi, ma soltanto al due, tre, quattro per cento).
Non è bastata la ricapitalizzazione di Bankitalia, destinata a portare denaro nelle casse delle banche proprietarie al 95% e di cui ora si capisce meglio il senso, compreso il sotterfugio dell'approvazione a traino di un decreto omnibus (come si faceva a votare chiaramente un provvedimento che trasferiva ancora soldi privati ai banchieri!)
Dopo tante balle sulla tenuta e solidità del sistema bancario italiano ora ci si viene a dire che sarebbe stato meglio fare come la Spagna e accedere, a tempo debito, all'aiuto europeo.
E c'è anche chi esorta i banchieri a continuare nelle nobile missione inseguendo "i loro sogni" [sic!]


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