2.6.15

Elezioni regionali: 5 a 2. 4 a 3, 6 a 1, 7 a 0. Non sarebbe cambiato niente comunque. Harakiri del PD in Liguria, complice Cofferati

23 marzo 2002. Eravamo sotto il palco al Circo Massimo, sufficientemente vicini per vederlo in faccia Sergio Cofferati.
Non mi è mai piaciuto Cofferati, e non l'ho applaudito neppure lì, in quella che forse è stata la più grande manifestazione sindacale che si ricordi.
Un uomo d'apparato al quale piace vincere facile, ma non in grado di far seguire alle parole i fatti.
Sarebbe stato governatore migliore di brutta gente come Burlando o Paita? Mah!
Ricordiamo le ultime tappe della sua carriera.
Al termine del mandato come segretario generale CGIL va a fare il sindaco a Bologna, dopo l'anomalia Guazzaloca, e si distingue come uno dei peggiori sindaci-sceriffi del periodo.
Non si ricandida e il PD gli assegna per due mandati la lautamente pagata sinecura al parlamento europeo.
Ora, probabilmente certo di finire in gloria, si è presentato alle primarie per il governatorato ligure, convinto che la sua notorietà lo avrebbe portato ad imporsi, ma gli interessi dei potentati regionali hanno fatto prevalere la screditata Paita.
Lui, senza i casini successivi alla sua esclusione, in Liguria avrebbe vinto facile un'altra volta. Indignato per l'inatteso sgambetto e lamentando brogli, se n'è andato dal PD renziano sbattendo la porta, ben guardandosi però dal dimettersi dal parlamento europeo.
Per ripicca ha appoggiato alle elezioni regionali l'inconsistente Pastorino, ma non ha certo messo in gioco la sua faccia in una competizione ormai persa.
Il disgusto dell'elettorato per i "politici" attuali è ben evidenziato dal fatto che ormai il 50 per cento degli italiani non va neppure più a votare.
In compenso omuncoli e donnucole che dalla passione politica non sono mai stati sfiorati - e men che meno dagli interessi della "polis" - fanno ressa per aggiudicarsi un posto nelle liste e magari, non si sa mai come giri il vento, una poltroncina purchessia e non importa con chi.

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