27.1.17

Giornata della memoria

La soppressione violenta dell'altro nei rapporti (economici in primis e poi politici, culturali, interpersonali) anteponendo la forza al rispetto della dignità del più debole (qualsiasi sia la ragione contingente della sua debolezza, non soltanto fisica, e la modalità, non soltanto materiale, dell'uso della forza) è la ragione del ripetersi infinito di tragedie.
Doveroso, ma poco influente ricordasi, una volta all'anno, di quelle della storia recente che ha coinvolto i nostri nonni e i nostri genitori, mentre noi stessi siamo protagonisti, più meno attivi e consapevoli, di eventi non meno dolorosi.
Una riflessione costante sulla violenza, da quella verbale a quella reale, proposta in parole e immagini nella quotidianità dei media, dove fiction e verità si intrecciano ormai inscindibilmente - conformando le menti non soltanto dei più giovani - sarebbe più auspicabile delle giornate una tantum per questo o per quello, grondanti buone intenzioni ed ipocrisia.

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