12.6.08

Intercettazioni e malasanità

Di ministri pallisti ce ne sono stati tanti, ma questo Angelino Alfano, alter ego del Cavaliere, le ha sparate grosse, propagando cifre fantasiose circa i costi e la quantità delle intercettazioni telefoniche. Per fortuna qualche giornalista più attento - pochi - ha smentito dati alla mano. Nulla di nuovo sotto il sole. La strategia è creare insicurezza per sostenere la mancanza di sicurezza e, conseguentemente, assumere provvedimenti che, pur senza reali vantaggi per i comuni cittadini, salvaguardano gli interessi personali dei potenti.
Non che manchino i motivi d'insicurezza. Ultimi, in ordine di tempo, quelli relative alla bassa macelleria praticata nelle cliniche lombarde.
Le intercettazioni dei medici del Santa Rita, clinica privata milanese, fanno sembrare le ciniche affermazioni del dr. Hauser frasi da educanda.
Chissà perché, però, mi meraviglia poco lo spudorato attaccamento di questi sanitari al vil danaro. Checché ne dica il governator Formigoni, l’eccellenza del sistema sanitario lombardo è in discussione. Accreditare indiscriminatamente tutta l’offerta ospedaliera privata, collocando nei posti decisionali uomini discussi, ma di provata fede formigoniana, ha indotto speculatori di ogni sorta a tuffarsi nel redditizio universo della non più pubblica salute. Gli ammalati sono diventati clienti e lo stato la gallina dalle uova d’oro. Remunerare per prestazioni erogate le strutture sanitarie, come avviene, significa, a detta dello stesso Veronesi, oncologo ex ministro a capo di una di queste strutture, che più sono le operazioni inutili più s'incassano soldi.
Insomma si favorisce spudoratamente il privato a scapito del pubblico.
Le strutture di ricovero pubbliche iscritte al registro regionale sono passate da 117 a 112 nel periodo 2002-2006; nello stesso periodo, invece, le strutture private accreditate sono passate da 79 a 104. Ancora più consistente il divario tra ambulatori pubblici (da 176 sono scesi a 159) e privati (da 233 sono passati a 324). Mediamente si tratta di un aumento uniforme su tutto il territorio lombardo del 30% delle cliniche private, con alcune anomale eccezioni: a Bergamo sono passate addirittura da 24 a 45 mentre le pubbliche sono rimaste 24, a Cremona da 12 a 29 contro le 9 pubbliche, a Lodi da 3 a 10 contro le 5 pubbliche. Nella provincia di Milano ci sono 290 centri privati e 392 pubblici. (Studio curato da Giuseppe Landonio, consigliere comunale di Milano da ilmanifesto.it)
Detto questo ci andrei con i piedi di piombo a far d’ogni erba un fascio. I medici hanno tanti difetti, ma non sono tutti dei criminali. Neppure quelli finiti sotto inchiesta vanno additati come mostri, fino a quando la loro colpevolezza sarà dimostrata “al di là di ogni ragionevole dubbio”.Le intercettazioni servono come informazione doverosa e dicono assai più di tante parole sulla personalità degli intercettati, ma non possono essere considerate prove definitive fintantoché non sono suffragate da fatti dimostrabili. Questo il compito dei magistrati, non certo costruire teoremi o occuparsi di giudizi morali.

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