24.9.12

Hysteria, una buona vecchia commedia in stile british (e Un medico di De André)

Un medico, Fabrizio De André

Potrebbe essere la storia, alquanto rimaneggiata, del vibratore alle sue origini.
Vibratore inteso come stimolatore, beninteso, che nella buona e casta America è nella disponibilità di quasi il cinquanta per cento delle donne (quantunque ne sia vietata la vendita in parecchi stati del sud, come in Texas dove evidentemente è considerato ben più letale delle armi da fuoco che sono in libero commercio!)

Potrebbe essere la storia di un dottore in bilico, come il medico di De Andrè, tra fedeltà al giuramento d'Ippocrate, ambizione e avidità di denaro.

Potrebbe essere il confronto protofemminista tra aspirazioni di liberazione sociale e sessuale della donna (incarnate dalla suffragetta Charlotte, la sorella maggiore) e la tenera, romantica, sottomessa Emily, sorella minore. (Non a caso la brava regista Tanya Wexler inquadra la prima sempre in toni cupi e ambienti degradati e la seconda in colori pastello, tra fiori e ponticelli da giardino di Monet)

Potrebbe essere ancora la sarcastica presa per i fondelli della scienza medica paludata, piena di errori e pregiudizi o, più in generale, della predilezione tutta maschile e un po' fatua per la scienza in generale e la tecnologia (interpretata nel film da un piacevolissimo Rupert Everett, "smanettone" ante litteram)

E il film è tutto questo e altro ancora (la rappresentazione dell'ipocrisia, egoismo e stupidità delle classi dominanti a confronto con le condizioni delle classi sfruttate), ma alla fin fine rimane solo una commedia leggera, adatta per far passare piacevolmente... il tempo di un film. Merito non da poco!

Tra medici sudicioni, fanatici del salasso con le sanguisughe, che negano l'esistenza dei batteri e avventurosi neofiti prefreudiani che ritengono il genere femminile affetto, nella quasi totalità, da isteria e praticano alle pazienti la masturbazione manuale fino a slogarsi le giunture delle dita, nell'assoluta certezza che il loro godere sia solo un liberarsi dai parossismi isterici - essendo notoriamente impossibile alle donne il godimento senza penetrazione del membro maschile - la vicenda si snoda superficiale e prevedibile per concludersi con un inevitabile lieto fine.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

di PENETRAZIONE IMPOSSIBILE si parla diffusamente, in particolare, alle pagine 314, 322, 323, 326, 513, 531 e 551 del recente "Il manuale pratico del benessere" (un percorso guidato per vivere meglio) delle Edizioni Ipertesto, scritto da sessuologo clinico italiano, Man of the Year 2011

utente ha detto...

la frase "essendo notoriamente impossibile alle donne il godimento senza penetrazione del membro maschile" era ovviamente ironica e riferita alle credenze mediche dell'epoca

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