10.10.15

Ce l'hanno fatta a fottere Marino.

Scrivo queste righe per chiarire a me stesso cosa mi ha indotto a spezzare qualche lancia in favore di Marino.
Non è che abbia mai nutrito particolari simpatie per il sindaco (ormai quasi ex) di Roma. Che sia stato uno di quei medici narcisisti e arrampicatori politici colonizzanti tante corsie ospedaliere sembra evidente.
In ogni caso, non conoscendolo individualmente, non posso esprimere su di lui, come persona, alcuna valutazione.
Esteriormente il suo aspetto un po' da nerd perbenino che esprime concetti sensati lo rendeva migliore della consueta fauna politica d'accento romanesco.
Ma quando si sentono tipi come Maurizio Gasparri e Mario Sechi, favoreggiatori di ben più temibili cialtroni, sostenere, con gli occhi che ballano di compiacimento, che a governare Roma ci vogliono professionisti della politica d'estrazione locale perché Marino sarebbe stato il peggior sindaco di tutti i tempi, si sente puzza di bruciato.
Primo. È stato eletto contro tutti da un gran numero di cittadini romani e mandato a casa dai soliti maneggioni politici complice una campagna mediatica scandalosa per superficialità e voluto sensazionalismo.
Secondo gli sono esplose intorno bombe di malaffare incancrenito, delle quali non era certo lui il responsabile, che nessuno avrebbe potuto disinnescare in pochi mesi.
Terzo. Dalla vicenda della Panda rossa a quella dei rimborsi spese (per non parlare della dichiarazione papale, ingannevolmente manipolata ad arte) lo si è fatto scivolare su bucce di banana (messe a bella posta sul suo percorso?) di ridicola entità economica rispetto al sacco di Roma perpetrato da altri sindaci.
Allo stato attuale non risulta alcuna condanna a carico di Marino e se avesse consapevolmente fatto le cose delle quali è sospettato più che altro si potrebbe pensare che, a dispetto delle apparenze, non è troppo furbo.
Questo però non sembra interessare tanti che a comodo loro oscillano tra giustizialismo e garantismo.
Intanto si è aperta la corsa a chi sarà il prossimo re di Roma. Marchini? La Meloni? Qualche gonzo dal nome altisonante buono a nascondere polvere sotto i tappeti? Qualche bonzo (o bonza) targato "Renzi"?
Si percepisce già il soddisfatto sfregarsi di mani degli affaristi scottati dall'avvento di un incontrollabile.
Ci sarebbe d'augurarsi l'arrivo di un pentastellato tanto per "vedere di nascosto l'effetto che fa".
Sempre che la capitale non stritoli rapidamente anche lui frantumando i sogni di gloria governativa del Movimento 5 stelle.

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