25.11.10

Bondi. Ministro indecente di un governo indecente

C'era una volta il comune senso della decenza, cosa assai arbitraria per la quale benpensanti e giudici bigotti non esitavano a condannare per atti contrari alla pubblica decenza due gay che si baciavano in pubblico.
Non è indecente invece sentire un ministro della IN-cultura in carica sostenere impudicamente di aver aiutato due casi umani dando posto di lavoro e consulenze al figlio e all'ex marito della sua donna (fatta eleggere, per altro, al parlamento italiano, come tanti altri cani e porci, grazie alla oscena legge elettorale Calderoli). [Leggere al riguardo L’aiutino (pubblico) non si nega a nessuno di G.A. Stella sul Corriere]

Ma Sandro Bondi, evidentemente poco soddisfatto della sua performance a Anno Zero e di quella del suo boss Berlusconi a Ballarò, ha avuto la faccia tosta di dichiarare che i conduttori televisivi di queste due trasmissioni dovrebbero ripensare il proprio ruolo perché "Di questo passo viene letteralmente annientata la dignità della politica e la credibilità degli esponenti politici..."
Capito? Osceni non sono i comportamenti suoi, di Berlusconi o, tanto per fare un altro esempio a caso, del ministro della guerra La Russa con le sue incivili risse televisive e i posti assegnati a figli parenti ed amici. Indecenti sono i giornalisti che ne parlano.
È L'osceno normalizzato di cui scrive Barbara Spinelli su Repubblica.

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