2.3.12

Siamo tutti NO-TAV, "pecorelle" tra un branco di lupi



Il giovane barbuto (poi "catturato" e rilasciato)
che si rivolge "irrispettosamente" al carabiniere
suscitando tanto immeritato scalpore, sembra, proprio per quel che dice, più che altro, un po' coglione.
I soliti cronisti della disinformazione hanno anche chiamato in causa Pasolini che qui non c'entra una beata mazza, ché ormai molti poliziotti sono istruiti quanto, se non più, dei manifestanti stessi.

Però la situazione mi ha riportato alla mente una manifestazione di una vita fa con la celere schierata e io stesso nei panni del giovane barbuto. Non ho insultato nessuno. L'insulto mi ha sempre infastidito. Non ho mai tirato un sampietrino, non era nelle mie corde. Non riuscivo neppure a gridare slogan trucidi come "col sangue delle camicie nere faremo più rosse le nostre bandiere". Un "figamolle" insomma. Quella volta ho provato (forse proprio a causa di Pasolini) a dialogare con il graduato che mi stava di fronte.
Il celerino per tutta risposta mi ha sibilato che avrebbe finto di ricevere un calcio e giù manganellate.
Per fortuna c'era lì vicino un dirigente della Digos che è intervenuto dicendo di aveva sentito e di lasciar perdere. Noi eravamo "bravi ragazzi". Hai tempi l'ho vissuto quasi come un insulto, ma tant'è.
Ero molto giovane, poco più che adolescente.

In quanto ai no-Tav non so se abbiano ragione. A sentirli direi proprio di sì, soprattutto a fronte delle non motivazioni dei sostenitori della Tav. Per quel che riguarda i metodi della protesta è relativo: se ti aggrediscono cerchi di difenderti, è ovvio.
Se invece cerchi lo scontro per il gusto dello scontro sei nel torto. Punto.
Le forze dell'ordine non sono "pecorelle". Purtroppo sono addestrate alla violenza, qui e anche più altrove. Senza parlare della macelleria del G8 genovese, il Web è pieno di filmati fin troppo eloquenti ripresi in ogni parte del mondo. Poi molto è questione di mentalità. Ci sono individui pericolosi che si sentono "rambo" anche se sono soltanto vigili urbani e persone che si comportano in maniera intelligente. Certi ambienti e certi ruoli non favoriscono di per sé l'apertura mentale. Inoltre il ricorso alla violenza nei rapporti interpersonali sembra aumentare paurosamente ovunque.
Il fatto è che comunque le forze dell'ordine sono al servizio del potere e se scarseggia la democrazia nelle istituzioni la loro funzione anticrimine viene meno. Chi governa e vuole imporre la propria volontà ne fa un uso repressivo contro chi si oppone e allora torto o ragione poco contano.

Black bloc, ultras, anarco-insurrezionalisti, teppisti, mezzi fascisti e mezzi comunisti o semplicemente i teppisti impolitici pieni di rabbia sociale, tutti tanto cari ai professionisti della gogna mediatica sia di "destra" che di "sinistra", sono un falso problema.
La vera questione è la democrazia che non c'è e che troppi falsi "democratici" si ostinano a voler "difendere".
E allora cari miei siamo tutti un po' No-Tav, specie se giovani, lavoratori dipendenti e pensionati tartassati che non si sentono più rappresentati da nessuno.
Siamo noi le pecorelle in balia dei lupi.

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