27.5.10

Sacrifici: Se 620mila auto blu vi sembran poche

Poi uno dice che parlar sempre male della casta è puro e semplice qualunquismo. Sarà, ma a leggere l’ultimo comunicato dell’Associazione Contribuenti, come si può dar torto ai vari detrattori della politica e delle istituzioni (ce ne sono tanti, scegliete voi).La storia in poche righe è questa: tutti sanno che la crisi, partita dalla finanza, si è abbattuta anche sull’economia reale del nostro paese, come in tutt’Europa, e che la ripresa ci sarà (in molti lo sperano), anche se lenta e faticosa.In più, ultimamente, c’è pure qualche stato dalle parti del Mediterraneo finito in bancarotta. Insomma, tira una brutta aria e bisogna stringere la cinghia, fare sacrifici, soprattutto in Italia dove i conti pubblici sono sempre in rosso. Lo spauracchio della Grecia è dietro l’angolo.Poi, uno legge un comunicato e gli cascano le braccia: le auto blu in Italia nel primo trimestre del 2010 sono aumentate dello 0,6 per cento raggiungendo quota 629.120 unità. Una cifra mastodontica: non esiste altro paese al mondo con un numero così alto di privilegiati.Non ci credete? Negli Usa sono appena 72.000, in Francia 61.000, nel Regno Unito 55.000, in Germania 54.000, in Turchia 51.000, in Spagna 42.000, Giappone 30.000, in Grecia 29.000 e in Portogallo 22.000.A questo punto Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione e paladino dell’efficienza, sbotta: i numeri non convincono (non c’è una stima ufficiale) e firma una direttiva per avviare un censimento, da cui poi partire per dimezzare i costi per la gestione del parco auto pubblico.E lancia una proposta: “Pensiamo a forme di razionalizzazione come il car sharing o l’auto blu collettiva verificandone l’uso, i consumi di carburante, la manutenzione, l’impiego degli autisti'.Un’ottima idea, quella del ministro. Anzi, di più: il car sharing o l’auto blu collettiva per i politici e gli alti funzionari dello Stato potrebbe persino funzionare. In Svezia.
(da Panorama)

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