2010-09-17

Mappe sui rom in Europa

La popolazione rom in Europa in percentuale in numeri assoluti e a confronto
(cliccare sulle immagini per ingrandirle)





Dopo la litigata tra Sarkozy e Barroso, commissari e leader europei, sui rom e sulla loro espulsione dalla Francia è il caso di vedere quale sia l'incidenza numerica dei nomadi in Europa. I grafici sono tratti dal Sole 24 ore.
Ciò che fa male della vicenda non è tanto lo scontato appoggio di Berlusconi al presidente francese (ideologicamente il più simile al cavaliere) e tantomeno il plauso leghista (in Italia si espelle allo stesso modo e il ministro dell'interno Maroni trova normale che si possa sparare su clandestini e simili).
Quello che davvero sconvolge è l'ignoranza storica e i rigurgiti di nazionalismo e razzismo tipici degli eventi che portarono alla catastrofe della seconda guerra mondiale con il corollario dei campi di sterminio.
Con la sua parlata da ubriaco al bar Bossi dice che la "gente" la pensa così e in nome della "gente" sistema figlio, parenti ed amici nei posti più lucrosi a disposizione allo stesso modo che fu tipico della Democrazia Cristiana, dei socialisti craxiani e degli inciucisti che hanno portato alla distruzione totale prima del Partito Comunista e poi - ben più grave - di ogni credibilità dell'attuale sinistra.
Fomentare i più bassi istinti delle masse è da sempre tipico delle dittature.
Mai come ora sembra si ritorni verso quei modelli populistici.
La storia non si ripete mai completamente uguale a sé stessa, ma è soggetta a cicli e ricicli.
Magari i nemici non sono più il "giudaismo", la "massoneria, il "bolscevismo internazionale", però "il nomadismo fomentatore di disordini e il pacifismo propugnato dagli omosessuali e da vasti settori religiosi", come sosteneva la propaganda nazifascista, resta all'ordine del giorno.
In una situazione economica devastata, con disoccupazione crescente, povertà in aumento - non nel mondo in generale, ma qui da noi e in America -, mancanza di prospettive ed incapacità internazionale di uscire da un modello di sviluppo catastrofico, soffiare sul fuoco delle paure popolari per andare a caccia di facili consensi è non solo criminoso, ma anche demenziale.

2010-09-08

Quando fede e politica si confondono. Il pastore Jones e il rogo del Corano

6 In verità [per] quelli che non credono, non fa differenza che tu li avverta oppure no: non crederanno.
7 Allah ha posto un sigillo sui loro cuori esulle loro orecchie e sui loro occhi c'è un velo; avranno un castigo immenso. (Corano, Sura II)
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[36] Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio incombe su di lui". (Bibbia Giovanni 3, 35-36)

"Certamente quei bambini ai quali è mancato il sacramento devono considerarsi tra coloro che non credono al Figlio e quindi, se usciranno dal corpo privi della grazia di questo sacramento, subiranno la conseguenza già detta: Non avranno la vita, ma l'ira di Dio incombe su di loro." (Sant'Agostino: Il castigo ed il perdono dei peccati e il battesimo dei bambini - Libro I 20.28)


Il pastore Jones è uno dei tanti furbastri e ciarlatani che vivono sfruttando la credulità e, diciamolo pure, stupidità di molti.
Già il fatto che si faccia riprendere con Bibbia e pistola la dice lunga sull'individuo. La sua intenzione, prima smentita poi riaffermata, di voler pubblicamente bruciare un po' di Corani per protesta contro la costruzione di una moschea nelle vicinanze di Ground Zero dovrebbe semplicemente suscitare commiserazione per l'individuo ed indignazione per l'idiozia del gesto. Dovrebbe insomma essere considerato più o meno alla stessa stregua del nostro ministro Calderoli quando porta a pisciare i maiali dove si intendono costruire moschee.
Invece è diventato un caso internazionale di gigantesca portata e, a sentire certuni, gravido di terribili conseguenze.
Non mi unirò mai al coro di coloro che vogliono mettere al rogo i libri.
Corano o Bibbia, sacro o profano che sia un testo è l'espressione di idee, della libertà di parola, della voglia di dire ad altri ciò che si pensa e spera.
Allo stesso modo non lascerò mai che un solo libro influenzi le mie convinzioni tanto da escluderne qualsiasi altra.
Tra i libri quelli che si pretendono dettati da Dio sono i più pericolosi poiché i loro interpreti terreni esigono obbedienza assoluta.
Ho anche sempre cercato di avere comprensione e rispetto per le ragioni dei credenti, qualsiasi fosse la loro fede, purché ricambiassero la medesima considerazione per il mio non essere credente. Purtroppo, o per fortuna, non sono stato toccato da alcuna grazia divina.
I tempi però sono sempre più cupamente irrazionali. C'è stato un breve periodo nel quale si è pensato di poter scindere l'impasto fatale tra politica e religione. Per motivi economici e politici, ma assai spesso in nome della religione, troppe volte, nel corso della storia, distruzione e morte hanno dominato la scena.
Probabilmente le grandi religioni hanno avuto anche dei meriti dettando regole che contenessero la bestialità umana entro limiti accettabili. Tuttavia è difficile, se non impossibile, tracciare un bilancio per quanto di bene e di male hanno fatto.
Personalmente non ne sono in grado. Certamente però la scia di sangue che le grandi fedi trascinano con sé non depone in loro favore. Più empatia umana e meno fanatismo religioso sarebbero auspicabili.
Ora un pastore, che pagando una piccola tassa si è fondato un'infima chiesa, rischia di scatenare attentati nel mondo. Persino il Presidente degli Stati Uniti Obama si è visto costretto a dichiarare di non essere in guerra con l'Islam, mentre un numero crescente di americani lo ritiene addirittura un musulmano occulto. Pazzesco.

2010-09-06

Fini e l'aria fritta

Fini, giovane davvero, con Almirante

Ci vogliono stomaci forti per reggere l'unitematicità dei giornali odierni (e dei giornali in generale)
Fini con il suo tanto atteso discorso tiene banco. Essendo andato giù duro con i suoi ex colonnelli e generali (leggi Gasparri e La Russa) venduti anima e corpo al Cavaliere di Arcore e avendo sicuramente fatto incazzare non poco il suddetto cavaliere con quanto ha detto, dovremmo sostenerlo. Per tutti coloro che non vedono l'ora di farla finita con l'incubo berlusconiano, condito di odalische in salsa libica, tutto fa brodo, Fini compreso. Linea Rosi Bindi.
Però, onestamente, il fascismo "democratico" - orrendo ossimoro - di Fini ed ex camerati partorisce topolini di stampo casiniano. Non a caso Casini rivendica la paternità delle pochezze espresse da Fini: un po' di famiglia, un po' di giovani, tanta retorica sulla moralità politica come se entrambi non avessero militato a lungo nella banda Berlusconi. Come se non fosse chiaro fin da subito che all'uomo di Arcore non frega niente né del fascismo né del federalismo leghista né tantomeno degli italiani, preso unicamente dai propri interessi e dalle proprie megalomanie. Berlusconi ha imposto, da buon venditore in possesso dei più efficaci strumenti di convincimento, un modello ridicolo ai creduloni e a coloro che hanno avuto interesse a seguirlo.
Fini ha preso tanti sberloni dal Cavaliere in passato e qualche zuccherino per tenerselo buono. Alla corte berlusconiana Fini ha sempre contato come il due di picche, ma anche lui aveva le sue convenienze per dire sempre si, magari tortocollo.
Ieri, neanche tanto larvatamente, ha spiegato le ragioni della sua condiscendenza. O prima o poi Berlusconi doveva pur morire e allora sarebbe toccato a lui, Fini, succedergli. Non ha tenuto conto che il cavaliere, tramite don Verzè, ha un rapporto diretto con la Provvidenza. Un accidente dello schiumante Berlusconi davanti alla TV deve pur essergli arrivato. Alla fine del lungo discorso il povero Fini ha piegato le gambe. Un semplice calo di zuccheri, magari, a ricordargli che neppure lui è troppo giovane ormai.

2010-08-29

Razzismo e odio per i diversi sono come la varicella... ne arriva sempre una manciata

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Consiglio di lettura: Barbara Spinelli, La Stampa, Zingari le radici dell'odio

2010-08-22

Oggi, 22 agosto, incominciamo a consumare quanto la Terra produrrà il prossimo anno


Ieri l'umanità ha consumato tutte le risorse che la natura può fornire nell'anno, dall'acqua ai raccolti.
Secondo i calcoli del Global Footprint Network fino al 31 dicembre si ricorrerà alle riserve. Saremo nuovamente "in credito" per produzione di cibo, neutralizzazione delle emissioni di anidride carbonica, ma anche rigenerazione dell'acqua o capacità di assorbire i rifiuti, che sono solo parte delle cose che la natura ci offre.
Ci vorrebbe metà mondo in più per soddisfare i consumi attuali dell'umanità.
Comunque, sostiene Susan Solomon, climatologa di fama internazionale, anche se riducessimo a zero le emissioni di CO2 (cosa ovviamente impossibile) ormai il riscaldamento globale non si arresterebbe. Questo perché gli oceani funzionano come enormi spugne che assorbono calore e anidride carbonica dall'aria. Anche se le emissioni termiche e gassose cessassero, sarebbero poi le distese d'acqua a rilasciare quanto assorbito, e per diversi secoli a venire.
Scenari inquietanti da fine del mondo - almeno così come lo abbiamo conosciuto - nel nostro tempo e non in un ipotetico futuro.

2010-08-19

Berlusconi: un finiano a testa e pochi spiccioli al fisco

Distratti, ad arte, dalle vicende pubbliche e private dei finiani e di Fini perdiamo il senso vero del gavernare berlusconiano: curare gli interessi personali del leader.
Leggere Mondadori salvata dal Fisco, scandalo "ad aziendam" per il cavaliere di Massimo Giannini su La Repubblica. Ne vale la pena.

2010-08-17

2010-08-12

Viva le donne che ci mantengono in buona salute

Tamara de Lempicka - Adamo ed Eva 1932

Dall'Economist, oltre alle analisi sulle ragioni di interesse personale che hanno indotto Berlusconi ad entrare in politica - nulla che già non si sapesse, volendolo - ma gli italiani sembrano affetti da una sorta di sindrome che li rende ciechi e sordi di fronte al berlusconismo - si leggono articoli interessanti su "salute e rapporto tra i sessi" (A healthy relationship). Ricerche scientifiche sembrano confermare che non solo le donne apportano benefici alla salute dei maschi di ogni età, ma anche che gli uomini vivono più a lungo se hanno donne accanto. Viva le donne, dunque, e lunga vita agli uomini.

2010-08-11

Operai, pretori e sindacati


I peana ai giudici del lavoro di Melfi che hanno reintegrato tre operai Fiat ingiustamente licenziati mi lasciano indifferente. Hanno fatto semplicemente il loro dovere considerando il comportamento palesemente antisindacale dell'azienda.
Mi colpisce di più l'atteggiamento di chi trova sempre il pelo nell'uovo per dar contro alle sentenze quando, raramente, vanno a favore dei lavoratori. Oggi è il caso di Dario Di Vico sul Corriere (Ma i pretori non ci salveranno). Non parliamo di beceroni come Feltri o Belpietro (tutt'altro che stupidi, per carità! ma impegnati senza riserve a portar acqua alla causa del loro boss). Di Vico è più argomentativo e solleva questioni reali, però alla fin fine se la prende con Vendola e Maurizio Landini, segretario Fiom. Rimpiange i "grandi sindacalisti Cgil" del passato e, con il solito pizzico di esterofilia che non guasta mai, plaude all'"accorto ed intelligente" sindacato tedesco.
Ha comunque il buon gusto di non citare ad esempio di accortezza ed intelligenza Raffaele Bonanni (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil), completamente piegati ai voleri di un governo assente e di imprenditori intenzionati ad azzerare qualsiasi diritto dei lavoratori.
Non è che personaggi del passato di questi sindacati, come Giorgio Benvenuto (Uil) o Sergio D'Antoni (Cisl), storici segretari confederali, fossero tanto migliori degli attuali. Dopo aver fatto molti danni alla classe operaia, incistati nelle istituzioni come tarme nel cachemire, ne hanno goduto tutti i privilegi, finendo, complice il PD nelle sue varie denominazioni, parlamentari e, chissà perché, entrambi presidenti o vicepresidenti della commissione Finanze, fino alla ricca pensione.
Del resto non si salva Sergio Cofferati, ex leader Cgil, che dopo la miseranda prova come sindaco di Bologna si gode immeritatamente la lauta prebenda di parlamentare europeo.
Insomma... in culo agli operai.

2010-08-05

Vacanze...

2010-07-27

Vacanze...

2010-07-22

Ho visto un re - Barbara, neo laureata e subito cattedratica, presenti Don Verzè e papà Berlusconescu

Jannacci, Ho visto un re.

Da non perdere il corsivo di Alessandro Robecchi sul Manifesto La cattedra di Barbara Ceausescu o, per i più seriosi, la lettera indignata di Roberta De Monticelli docente di Filosofia in quella stessa Università, pubblicata ieri su La Repubblica (sotto riprodotta) e seguita oggi da un commento sul Corriere
Non ho niente contro la signorina Berlusconi, che magari è anche una ottima studentessa al pari di tante altre, ma come si può pretendere comportamenti "virtuosi" dagli italiani con questi esempi? E bravo il don Verzè al quale avevo dedicato un post proprio l'altro ieri Don Verzé: Berlusconi "mandato dalla divina provvidenza". "Un dono di Dio all' Italia"

"Insegno filosofia della persona alla facoltà di Filosofia dell’Università Vita Salute San Raffaele. Scrivo queste righe per dire: non in mio nome. Non è certamente in mio nome che il nostro rettore, don Luigi Verzé, intervenendo come è suo diritto alla cerimonia delle proclamazioni delle lauree, si è rivolta alla sola candidata Barbara Berlusconi, che giungeva a conclusione del suo percorso triennale, chiedendole se riteneva che potesse nascere una facoltà di Economia del San Raffaele basata sul pensiero dell’autore sul quale verteva la sua tesi (Amartya Sen), e invitandola a diventare docente di questa Università, in presenza del presidente del Consiglio, il quale assisteva alla cerimonia.
Intendo dissociarmi apertamente e pubblicamente da questa che ritengo una violazione non solo del principio della pari dignità formale degli studenti, non solo della forma e della sostanza di un atto pubblico quale una proclamazione di laurea, non solo della dignità di un corpo docente che il rettore dovrebbe rappresentare, ma anche dei requisiti etici di una istituzione universitaria d’eccellenza quale l’Università San Raffaele giustamente aspira a essere.
Tengo a dissociarmi nettamente e pubblicamente e da queste parole e dalla logica che le sottende, logica che da una vita combatto, come combatto da sempre il corporativismo e i sistemi clientelari dell’Università italiana, e il progressivo affossamento di tutti i criteri di eccellenza e di merito, oltre che dell’Università stessa come scuola di libertà.
Me ne dissocio individualmente, anche se spero che la deprecazione dell’accaduto sia unanime fra il corpo docente. Ma tengo a ribadire con questa mia serena dichiarazione che non sono né di principio né di fatto corresponsabile dell’andamento di questa cerimonia: non di principio per le profonde ragioni di dissenso che ho qui espresso, non di fatto, perché in effetti non figuravo fra i componenti della commissione relativa alla candidata in questione, e certamente non perché avessi chiesto di esserne esonerata." Roberta De Monticelli

2010-07-21

Sallusti: "Giuliani teppista no-global per questo è stato ucciso"

Sallusti e il suo boss

Alessandro Sallusti condirettore del Giornale, quotidiano di famiglia di Berlusconi, così si è espresso a linea Notte del TG3 nei confronti di Carlo Giuliani, morto a 23 anni negli scontri del G8 a Genova.
Perchè anche il telegiornale di Rai 3 continua ad invitare questi squallidi personaggi?

2010-07-20

Don Verzé: Berlusconi "mandato dalla divina provvidenza". "Un dono di Dio all' Italia"

Berlusconi e don Verzè. Il cavaliere si spreca in baciamani. Ricordate? Lo fece anche con Gheddafi
Cosa spinge Berlusconi a baciare la mano di Gheddafi?

Strano uomo e strano prete questo Verzè, sicuramente capace di grandi imprese in grado di accumulare - e far accumulare - soldi in quantità.
Ha sposato fino in fondo la causa del cavaliere e ribadisce il suo concetto incurante di tutte le evidenze che dovrebbero quanto meno indurre ad una maggior prudenza.
Rimando, per tracciarne un profilo, non so fino a quanto veritiero, all'articolo di Cazzullo sul Corriere Don Verzé: il Cavaliere? Un dono di Dio all'Italia
Ne emerge più una macchietta che un personaggio di spessore... oppure uno che, pur di raggiungere i propri scopi, non si ferma davanti a nulla.
Rilascia eccentriche valutazioni su personaggi riguardo ai quali non sarò certo io a poterne dare un giudizio sul piano umano - non avendone avuto alcuna frequentazione - ma i cui pensieri, vicende, prese di posizione, scelte e conseguenze sono ampiamente note, almeno sul piano storico.
Tornando al cavaliere: ammesso e non concesso che sia il sant'uomo di cui si parla, mi piacerebbe sapere da chi e da cosa sarebbe stato inviato a salvare l'Italia e come mai, con tutte le sue doti, si sia fatto incantare dalla massa di farabutti che lo circonda.

2010-07-15

Pavia: politica, 'ndrangheta e comitati d'affari. Soldi facili per per chi ci sta.

Abelli e Chiriaco

ABELLI "Scritta la parola fine alla brutta immagine del Comune"

Questo scriveva nel 2009 Giancarlo Abelli sul sito del PdL quando i Filippi, complice la stupidità di chi governava la città, fecero cadere la giunta municipale.
Evidentemente anche per lui "a sua insaputa" la moglie accumulava milioni su conti esteri e Chiriaco gli offriva aiuti illeciti e voti per una traballante rielezione.

...e infatti

LA PIOVRA A PAVIA
Incroci pericolosi, le mani sulla politica.
La 'cupola' promette voti per Regionali e Comunali. La mediazione di Chiriaco Asl, l’intervento sul funzionario per aiutare Filippi. Tra gli 'affari' un’iniziativa edilizia nell’area Enel di viale Damiano Chiesa.
Intercettati anche dialoghi con l’assessore Trivi


«Carlo Chiriaco non partecipa alla vita di una locale, a summit mafiosi, non occulta armi clandestine, non è un delinquente comune con qualche amicizia pericolosa. Egli è in contatto costante con membri del sodalizio coi quali, dalla propria privilegiata posizione, intesse rapporti di reciproco interesse rendendo possibile la devastante penetrazione del sodalizio nel tessuto economico, politico e amministrativo pavese». E’ uno dei passaggi chiave dell’ordinanza firmata dal giudice per l’indagine preliminare Andrea Ghinetti. Eccone alcuni altri.

Comunali 2009. Gli inquirenti riferiscono di una conversazione telefonica avvenuta la sera del 13 giugno (popo dopo le elezioni comunali di Pavia) tra Carlo Chiriaco e il consigliere Pdl Dante Labate: «I due discutono del fatto che Giovanni Alpeggiani abbia pagato la somma di 10mila euro al medico Davide Pasotti (ex consigliere comunale di Forza Italia, ndr) e la somma di 5mila euro a Mimmo Galeppi (dirigente della Uil, ndr). «Chiriaco - prosegue il Gip - riferisce di aver pagato anche lui 2mila euro a Galeppi e di aver avuto in cambio dei voti».

Le Regionali 2010. Il giudice sottolinea come Cosimo Barranca (capo della locale di Milano) e Pino Neri (capo di quella di Pavia) avessero promesso di convogliare un certo numero di voti a favore di due candidati alle elezioni regionali lombarde, Giancarlo Abelli e Angelo Giammario, «ciò è avvenuto attraverso la “ mediazione” di Carlo Chiriaco». In precedenza Chiriaco aveva cercato di garantirsi l’appoggio di Dante Labate per la candidatura di Rosanna Gariboldi (moglie di Abelli) alla Regione Lombardia, candidatura poi sfumata a causa dell’arresto, patteggiamento e risarcimento danni di 1,2 milioni di euro.

Filippi si infuria. Luca Filippi, titolare di un locale pubblico nell’agosto del 2009 chiama Chiriaco: «... mi hai rotto i c.... tutti i giorni mi mandi l’Asl!» (dice di aver già subito 4 controlli). Gli investigatori registrano l’immediato intervento di Chiriaco che chiama un funzionario: «... Gigi ascolta... oggi quelli che devono andare lì... gli dici di andare con molta morbidezza... il problema è anche di carattere politico.... Nel limite della decenza...».
Un’operazione colossale. L’espressione è di Chiriaco che segnala l’opportunità di un’iniziativa urbanistica legata all’area Enel di viale Damiano Chiesa. Un’iniziativa da concludere con un suo amico, l’architetto Franco Varini di Mortara, noto esponente del Pdl. Il 10 aprile scorso l’architetto Varini e Carlo Chiriaco vengono intercettati. Il mortarese affermava di aver già fissato il prezzo dell’immobile con l’Enel (5 milioni di euro). L’operazione, secondo i magistrati, avrebbe coinvolto anche l’a ssessore Pietro Trivi e il presidente della commissione Territorio Labate. Chiriaco e Varini avrebbero pensato di proporre a Labate una “provvigione” pari al 20%, funzionale al suo intervento.

Ritorsioni coi nemici. Dalle intercettazioni, secondo gli inquirenti, emergerebbe che Chiriaco approfitta dei propri poteri per sfavorire gli imprenditori a suo dire ostili ai suoi progetti. Tra questi spiccano Carmine Napolitano e Bruno Silvestrini.
«Al preciso intento di ostacolare le imprese nemiche - scrive il Gip - si accompagna la volontà di aiutare in ogni modo le imprese da considerarsi vicine agli interessi di Chiriaco, primo tra tutti il cugino Rodolfo Morabito a cui Chiriaco ha intenzione di affidare appalti pubblici, tra cui la ristrutturazione dell’ostello, come emerge dalla conversazione con l’assessore Pietro Trivi».

Chiriaco: Romeo (per l’ostello) non va bene perché in questo momento è sotto schiaffo, no?
Trivi: Perché?
Chiriaco: Eh, cazzo, c’è la Finanza...
Trivi: Ah, me l’hanno detto
Chiriaco:... ci ha la Finanza addosso e anche l’A ntimafia di Milano...
Trivi: urca!
Chiriaco: Ma dovete poi fare un bando?
Trivi:...non lo so com’è qua così, perché tra l’a ltro non è una cosa di mia competenza....
Chiriaco: Di chi è?
Trivi: Riguarderà l’assessorato ai giovani, cioè non riguarda il commercio.
Chiriaco:... e quindi...
Trivi: E chenneso, non ho capito perché han coinvolto me... credo Centinaio, piuttosto che Faldini.
Chiriaco: Vabbè, allora parlo con Faldini, eh? Se hanno coinvolto te che te ne fotte, tu coinvolgi gli altri e stacci dentro.

«Gli mando quelli di Platì così mettono una bomba»

PAVIA. Una bomba per far saltare il risorante La Cueva di via Brambilla. Carlo Chiriaco si dice, in un’intercettazione telefonica di febbraio del 2009, disposto a fare pure questo per “liberare” il locale e poterlo utilizzare come luogo di incontro per gli affiliati. Il direttore dell’Asl parla con una donna. Forse millanta, forse non è un’intenzione disposto davvero a mettere in pratica. Tuttavia, dice il giudice Andrea Ghinetti nell’ordinanza di custodia cautelare, il direttore dell’Asl sembra affermare che la questione della Cueva «possa essere trattata utilizzando un approccio di spiccato profilo mafioso». Queste le parole di Chiriaco. «Io andrei da questi qua a minacciarli... andatevene fuori dai coglioni, se no vi faccio saltare! Anzi, gli mandavo quelli di Platì...gli mettono una bomba! Dopo un mese, due mesi uno va e gli fa l’offerta per rilevare il locale, no? Ovviamente gli offre poco, se questo non capisce, un’altra bomba! In Calabria fanno così...sono primitivi, no gioia? Siamo primitivi? Mamma mia...».

«Greco farà lavorare Peppino per le strade»

PAVIA. Gli inquirenti intercettano il 17 giugno 2009 Luca Filippi e Carlo Chiriaco in auto che parlano del neo assessore ai Lavori pubblici:
Chiriaco Se lo sappiamo gestire abbiamo un bel sistema.
Filippi Adesso Greco bisogna un attimo inquadrare...
Chiriaco: Greco si farà i cazzi suoi e i suoi intrallazzini, farà lavorare Peppino Romeo per le strade, farà i cazzi suoi.
Filippi: Gli ha regalato il ristorante...
Chiriaco: Ufficialmente di Greco.
Filippi: Ho capito che non l’ha pagato lui... dove li trova i soldi.
Chiriaco: Lui non ha messo una lira, ho messo tutto io...
Filippi: Lo so che non ha una lira, è mio socio...
L’assessore Luigi Greco, ora, racconta di aver posseduto, all’apertura, il 33% delle quote del ristorante La Cueva e poi di aver acquisito la totale proprietà: «Che ho pagato totalmente con soldi miei e sottoscrivendo un mutuo bancario».

(da La Provincia pavese)

2010-07-13

‘Ndrangheta anche a Pavia

Pavia_coppolaDalle prime ore di questa mattina è in corso la più imponente operazione contro la 'ndrangheta degli ultimi anni, secondo Polizia e Carabinieri. Almeno 3000 uomini stanno procedendo, in Calabria e in diverse località del Nord Italia all'arresto di oltre 300 indagati per associazione di tipo mafioso, traffico di armi e stupefacenti, omicidio, estorsione, usura ed altri gravi reati. Sono stati sottoposti a sequestro preventivo beni mobili ed immobili per decine di milioni di euro. (RaiNews24)

Non è una novità assoluta l'infiltrazione della malavita organizzata tra politici ed imprenditori del nord, ma questa volta la retata è grossa. Tra le persone finite in carcere c’è Carlo Antonio Chiriaco, direttore sanitario dell’Asl di Pavia che, guarda caso, molto si è speso per la campagna elettorale di Giancarlo Abelli. Con lui Francesco Bertucca, imprenditore edile del pavese e Rocco Coluccio, biologo e imprenditore residente a Novara. Indagato anche l'assessore comunale di Pavia Pietro Trivi (per corruzione elettorale).
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