1.6.10

Macelleria sociale e macelleria politica (Addio Lugano bella)



Draghi, governatore della Banca d'Italia, sostiene che è colpa degli evasori (almeno trenta miliardi all'anno solo di IVA) la macelleria sociale. La distruzione delle speranze minime di sopravvivenza di chi è socialmente più debole (giovani e anziani in primis) sarebbe dunque da attribuire ad imprenditori, bottegai e professionisti, poiché sono questi i ceti sociali che evadono più massicciamente le tasse. Si sa da tempo immemorabile che l'evasione fiscale in Italia è pari ad almeno due pesanti finanziarie all'anno. Saremmo un paese relativamente sano, dal punto di vista economico, se le tasse venissero pagate, nello stesso modo che in altri paesi europei. Ma come fa un governo di corrotti e corruttori nepotisti e approfittatori a contrastare efficacemente l'evasione? Leader che un giorno si e l'altro anche tuonano contro le tasse, le evadono in prima persona - e sono arrivati a dichiarano che fare i furbi con il fisco è quasi un dovere - che credibilità hanno? Però a un terzo degli italiani sembra andar bene così e tanti bastano a mantenere in vita questo sistema marcio e ormai al capolinea che è il "sistema Italia" con i suoi politici compromessi in ogni modo con ogni genere di nefandezze.
Ormai non sembra esserci più spazio né per lo stato sociale, né per una politica d'opposizione, considerando a chi sta nelle mani.
Inevitabilmente la disperazione di massa, prima o poi, si tradurrà in aperta rivolta. Per ora, forse, molti hanno ancora qualcosa da perdere "oltre alle loro catene".
Una propaganda forsennata spinge i ceti popolari a prendersela con i loro simili ancor più sfortunati, dagli stranieri spinti dal bisogno a cercare lontano dai paesi d'origine lavori umilianti e mal pagati ai "diversi" d'ogni tipo. L'omologazione del branco, della piccola comunità, del territorio dove si è nati e vissuti sembra l'unica via per sfuggire all'isolamento e alla paura. Ma è una falsa sicurezza quella che dà il gruppo dove i violenti hanno la meglio su chi tenta di mantenere viva la coscienza critica e l'individuo rimane soggiogato dalla legge del più forte.
Il capitalismo è arrivato davvero alla crisi definitiva oppure c'è spazio per catastrofi sempre più disastrose, sia economiche che ecologiche, con tutte le loro inevitabili conseguenze sociali?
I prossimi anni ce lo diranno.

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