31.8.08

E se la sorella della Santanchè diventasse vicepresidente degli Stati Uniti?

"I media vestono la notizia di rosa, buona mamma di famiglia.
Peccato che è una che passa il tempo a sparare con i mitra, indottrinare i figli alla guerra santa (cosa che nessuno dice e che è una lobbysta ebrea), sogna di uccidere quelli che gli stanno antipatici, razzista e guerrafondaia.
Un nuovo corso americano???? Con lei certamente il mondo non va certo a migliorare."
lombardia.indymedia

L'italiano del commento non è il migliore possibile, né mi piace quel "tutela interessi ebrei" (anche se la sostanza può essere quella). Così l'ho tratta da Indymedia.
La foto invece è interessante. Non vi ricorda qualcuna? Che so? La Santanchè. Eh! Eh! Eh!
Stesso cipiglio, simile mentalità... saranno mica sorelle?
Il fatto è che questa potrebbe diventare la vice dell'uomo più potente, e pericoloso, del mondo. Quel bel tomo di McCain, impresentabile candidato repubblicano, che la guerra dei Roses per la conquista della candidatura in casa democatica porterà alla presidenza. Parteggiamo per Obama, ovviamente, perchè nero. Un negro alla Casa Bianca. Toppo bello per essere vero. Magari poi arriverà anche un Papa nero (ricordate i Pitura Freska? Sarà vero? Dopo Miss Italia aver un Papa nero?)
Non che Obama faccia tremare le vene dei polsi per le novità enunciate. Del resto non si arriva lì, né in America, né altrove, se non si è ben inseriti nel sistema dominante. È la bella copia, di Veltroni, l'originale di tutta una serie di banali buone intenzioni che dovrebbero essere regola sottintesa di ogni governante in democrazia. Invece... Uolter (il Walter nazionale), imitandone lo stile, ha miseramente perso. Barack, liberal assai moderato, rischia la stessa sorte malgrado il tifo dei sostenitori. Come da noi anche negli Usa il peggio del peggio riesce quasi sempre ad avere la meglio. Bush, ricorrendo anche alla frode elettorale, sconfisse Al Gore regalando agli americani otto dei peggiori anni della loro vita. Grazie alla propensione tipicamente umana di perseverare negli errori, Sarah "Barracuda", come viene affettuosamente soprannominata la vice di McCain, ha buone probabilità di salire ai vertici della politica statunitense.

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