16.4.13

Miserabili

Cosette - Les Misérables, Victor Hugo
Miserabili. Una parola multiuso.

Miserabile: degno di essere commiserato per la sua triste sorte, per la sua infelicità. Che suscita pietà per le condizioni di povertà, di rovina, di squallore, di desolazione materiale o spirituale in cui si trova.
Epiteto di grave biasimo attribuito a persona che nelle sue azioni riveli bassezza morale.
Di persona che assolve in modo meno che mediocre il proprio compito, o di cosa fatta molto male, che perciò suscita un senso di ironico e sprezzante compatimento. (Treccani)

Miserabili gli attentatori di Boston che mettono due bombe all'arrivo della maratona. Chi abbia messo l'esplosivo non si sa, ma a morire come al solito sono persone comuni. Vedendo le immagini torna alla mente piazza Fontana, Brescia, Bologna e tanti altri atti terroristici anche in Italia. Nulla di paragonabile all'11 settembre, negli effetti, ma resta non meno grave il fatto che l'odio politico, religioso e razziale continui a produrre gli stessi comportamenti.

Miserabile Renzi per la Finocchiaro e miserabile il PD ormai a un passo dall'autodistruzione.
Miserabile Bersani, arroccato in una partita senza via d'uscita, ma anche Monti con la sua spocchia professorale finita tra le ortiche, e Napolitano testimone di un mondo che non c'è più da un pezzo, ingessato nella sua recita di litanie che nessuno ascolta.

Miserabili tutti i leader, di vecchio e nuovo corso, Grillo e Casaleggio compresi, e i peones parlamentari pateticamente mediocri che li seguono, riconoscenti per aver dato loro uno scranno ben pagato su cui sedersi.

Miserabile io, disgustato dello spettacolo offerto dai politici e dalle istituzioni, fluttuante in un non-spazio non-tempo, demotivato al punto di non avere più voglia di impegnarmi in alcunché.

E infine miserabili noi che siamo gli ultimi e per nulla beati, incapaci di sceglierci governanti un po' meno miserabili qui e in ogni altra parte del mondo.


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