10.5.13

"Prima di tutto l'Italia"

Anche costui ama l'Italia AH! AH! AH!
"Prima di tutto l'Italia", questo lo slogan dell'accozzaglia sbandata che ambisce governarci in coalizione con Berlusconi.
Mi sembra il secondo tempo del film "Forza Italia".

Francamente questo riempirsi la bocca del termine "Italia" sembra nascondere soltanto l'inconfessabile vocazione dei partiti "coalizzati" non a collaborare per "il bene comune", ma a inciuciarsi (termine orrendo, ma di facile comprensione comune) per esorcizzare qualsiasi rischio di reale cambiamento che sottrarrebbe loro il controllo dei due terzi dell'elettorato votante.

Inutile ricordare che la stessa maggioranza ha sostenuto il governo Monti e in quel momento probabilmente la maggioranza degli italiani ha creduto che fosse davvero necessario. Lo spauracchio del "baratro", il "non finire come la Grecia", il "è l'Europa che lo vuole", la credibilità super partes dei "tecnici" esaltati dai media hanno fatto ingoiare le amare medicine imposte dall'esterno.

Poi il vento è cambiato. Si è visto che i "sacrifici" continuavano a farli sempre e solo i soliti, che Monti non era poi quel super eroe dipinto a tinte accese, che l'economia finiva strozzata da troppa "austerità" e che a prosperare restavano sempre i soliti ceti dirigenti insieme ai soliti vetusti ceti politici, incapaci di governare e autoreferenziali.
Ora quegli stessi sono ancora alla guida del paese contro la volontà elettorale, chiaramente espressa, di cambiamento.

C'è chi tra le file PD dice: "Purtroppo gli elettori non hanno deciso così". Gli elettori di Berlusconi certamente non hanno deciso così. Quelli di Bersani (e Letta) a me sembra di aver capito volessero una forte trasformazione confidando nella promessa "mai più con Berlusconi".

Il terzo incomodo, i cinquestelle, sono cresciuti oltre ad ogni aspettativa proprio per la pregressa comprovata inaffidabilità dei dirigenti PD.

L'ingovernabilità non è certo una decisione dell'elettorato. Sono gli "eletti" e soprattutto il marasma interno al PD a portare allo sbando l'elettorato progressista (mi guardo bene dal parlare di "sinistra").

Qualcuno all'interno del PD può anche illudersi che la scelta fatta da Letta e soci abbia nobili finalità, ma è evidente anche a personaggi non certo rivoluzionari (come Sartori appunto: Attenti al trappolone) che si sono infilati in un cul-de-sac e che se Berlusconi non verrà fermato dalla magistratura il prossimo turno elettorale sarà ancora il suo, con buona pace a chi lo dava per morto.

Le posizioni tra coloro che ancora appoggiano questo PD illudendosi che si stia sacrificando per l'Italia e chi invece pensa che stia di nuovo riconsegnando l'Italia a Berlusconi sono evidentemente inconciliabili.

Il fatto è che in pratica, probabilmente, la base sempre ignorata dei cittadini comuni vorrebbe, almeno in parte, cose analoghe (per altro simili anche a quelle di tanti che hanno votato M5s). Sono le metodologie per ottenerle che dividono profondamente.

È sulle scelte di quelli che dovrebbero rappresentarci, mandati in parlamento sulla base di una legge folle, che ci si scazza.



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