7.2.10

E pensarci prima, caro Marco?

Di Pietro

Detesto dire "l'avevo detto io". Troppo facile. Forse non è neppure vero. Il fatto è che per me Di Pietro non è mai stato un punto di riferimento, nè l'Italia dei valori troppo credibile. Un ex pulotto che diventa magistrato ed idolo di tutti per poi impersonare il prototipo dell'antiberlusconismo, mi ha sempre lasciato freddo. Sarà che non ho mai creduto ad una "giustizia" astratta dalla realtà storica e disgiunta dal potere, sarà che le menti del famoso pool mani pulite (Borrelli, Colombo, Davigo - almeno per come lo si percepiva ai tempi) erano persone di maggiore spessore e non troppo di sinistra, anzi, - come del resto lo stesso Di Pietro - sarà per una mia inguaribile avversione verso i facili e furbeschi populismi, ma il Tonino nazionale non mi ha mai entusiasmato. In tempi recenti molte persone, anche assai rispettabili, si sono accodate a lui, non so se per convenienza personale o meditato calcolo politico non sapendo più dove andare a sbattere per trovare uno spazio ove riaffermare valori ormai in via d'estinzione. Comunque bastava vedere, insieme a personaggi eccellenti, certi impresentabili candidati delle liste dipietriste per comprendere che nell'IDV convivevano cani e porci. Il congresso di Salerno, col suo incontestabile signore e padrone, ne conferma l'eterogeneità. L'apertura di credito nei confronti di Di Pietro dei Grillo, Travaglio ecc. è, probabilmente, sulla stessa linea di convenienza.
Ora Travaglio si avvede che, contravvenendo a uno dei dettami che sembravano imprescindibili, l'IDV accetta in Campania la candidatura a governatore di una vecchia volpe come De Luca, due volte rinviato a giudizio per reati gravissimi.
Travaglio su il Fatto Quotidiano prende le distanze nell'articolo E pensarci prima?, ma prova a giustificare Tonino e De Magistris - che felicemente approdato al parlamento europeo ben si guarda di rischiare il culo in Campania - attribuendo tutte le colpe al PD di Bersani, quasi come se Di Pietro avesse peccato d'ingenuità. Per favore non prendiamoci in giro! Di Pietro sarà tutto quello che si vuole, ma non inesperto. Sa benissimo, come direbbe lui, chi sono i suoi polli e se abbraccia calorosamente Bersani - che, al contrario, è assai ritroso - lo fa con cognizione di causa.
Travaglio conclude così il suo articolo: "oggi gli italiani che sognano una politica pulita sono un po’ meno di ieri". Se i sognatori di una "politica pulita" si sono aggregati a Di Pietro sono loro gli sprovveduti.
Bisognava pensarci prima, caro Marco.

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