22.1.11

Il Papa, l'uomo del Colle,Tarcisio Bertone. Chissenefrega!



Napolitano esorta "Scongiurare ulteriori esasperazioni e tensioni che possono solo aggravare un turbamento largamente avvertito e riconosciuto"
Bertone chiede «legalità e moralità»
Il Papa invita «società» e «istituzioni pubbliche» a ritrovare la moralità, «per dare nuova consistenza ai valori etici e giuridici di riferimento»

Il Presidente si turba e continua la solfa sui toni da abbassare.
Il cardinal Tarcisio, chiaro e incisivo quando si tratta di appoggiare Berlusconi e il suo governo, richiama vagamente alla legalità e alla moralità - lui che sembra avere le idee assai confuse in fatto di moralità quando parla di gay, pedofili e preti pedofili!
Il pastore tedesco non ci risparmia le sue esortazioni ovvie e generiche.
Aria fritta insomma.

E tutti lì, i media, ad aggrapparsi a queste misere cose come fossero segni di abbandono dello scomodo Berlusconi.
Frasi di rito e palle fruste. Fintantoché si sovvenzionano lautamente le scuole private, che vuol dire in massima parte cattoliche - a parte il milione di euro regalato personalmente alla moglie di Bossi (la "legge mancia" e soldi a valanghe per tutti) - favorendo economicamente in ogni maniera la chiesa, a partire dal famigerato 8 per mille, il Vaticano non ha alcun interesse a sloggiare il cavaliere di Arcore. Proprio ieri la notizia che l’ultima bozza del decreto sul federalismo fiscale prevede l'esenzione da tasse per tutto l'immenso patrimonio immobiliare di proprietà ecclesiastica. In un modo o nell'altro anche san Pietro è sul libro paga di Berlusconi.

Decisamente non se ne può più del puttanaio di Arcore con il corollario di idiozie di destra e di sinistra che ne è conseguito.
Basta ipocriti moralismi! Se per incastrare Berlusconi ci vuole una procace minorenne nel suo letto ben venga Ruby. Succederebbe un po' ad Al Tappone come è successo a suo tempo per Al Capone. Incastrato per un reato minore a fronte di centinaia di crimini efferati. Ma non è una gran cosa, nè per il sistema giudiziario né per una società che si dice "civile". Forse è per questo che nonostante tutto il clamore la cosiddetta "gente", di fatto, se ne frega.

Il 5 dicembre 2009 centinaia di migliaia di persone si autoconvocarono a Roma, senza partiti o altri apparati, per chiedere "politicamente" che il cavaliere di Arcore si dimettesse.
Sull'appello di convocazione al No Berlusconi Day era scritto tra l'altro:
Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali - come ribadito in questi giorni dalla stampa estera che definisce la nostra "una dittatura" - (...)
Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre 15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione (...)
Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell'Utri. (...)
Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte.

L'opposizione che non c'è continuò ad ignorare e proseguire nelle sue ignobili manfrine.

Oggi, tra l'altro, la Cassazione ha ribadito la condanna definitiva per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra di un'altro tra gli uomini "migliori" del presidente del consiglio: Salvatore Cuffaro, ex governatore della Sicilia.

Lo scandalo del berlusconismo non sono le povere puttanelle che affollano le molteplici ville e residenze di Berlusconi. A parte quelle che sono riuscite a ottenere privilegi inimmaginabili (probabilmente avendo a disposizione maggiori strumenti di ricatto) le altre che si prestano a tutto, sperando nell'avverarsi di un sogno, fanno anche un po' pena.
Lo scandalo è il berlusconismo stesso e tutti coloro che si sono lasciati ammaliare dalle promesse dell'uomo che fa sognare gli italiani e che ha precipitato l'Italia in un incubo.

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