17.1.11

U pilu? «Fusse che fusse la vorta bona»


Antonio Albanese: il primo comizio di Cetto Laqualunque


Non so se questa volta il cavaliere di Arcore, che sempre più ricorda Fanfulla da Lodi, sarà davvero indotto a togliere il disturbo. Certo che se riuscirà "u pilu" là dove non è riuscita la politica non sarà una grande vittoria della democrazia.
Comunque continuiamo ad augurarci che faccia al più presto le valigie più che per il famoso "bene del paese" per ricominciare a parlare di cose che contano, come, ad esempio, la condizione dei lavoratori. Grazie agli operai Fiat si era aperto un piccolo spiraglio sugli autentici problemi dell'Italia e degli italiani e subito zac! Tutto si è oscurato perché la scena è stata ripresa dal presidente del consiglio con le sue storie d'alcova. Credo che le persone normali, con un po' di sale in zucca, non ne possano più di queste storie che fanno ridere il mondo. Sarebbe assai meglio se Berlusconi, con la sua mentalità d'avanspettacolo scadente, andasse a godersi soldi e puttane - maggiorenni o minorenni che siano - in qualcuna delle sue ville sparse sul pianeta, portando via con sé la sua indecente corte dei miracoli.
Purtroppo il danno al cervello di una parte degli italiani è ormai irreversibile, dopo anni di massicce dosi Mediaset e Rai, ma frequentando il Web, qualche segnale di rinascita si comincia a cogliere.
Certo che si è messi proprio male per sperare che al suo posto vada un Tremonti, o addirittura un Casini o un Angelino Alfano.
Il fatto è che dall'altra parte non c'è nessuno, ma proprio nessuno.
Basti dire che a sindaco di Torino a un Chiamparino, che ha rilasciato sulla vicenda Fiat dichiarazioni folli - folli per uno che voglia rappresentare anche solo vagamente la "sinistra" - si pensa di far succedere l'impresentabile Fassino, sponsorizzato da De Benedetti [sic!]. Del resto anche Renzi, il sindaco "rottamatore" di Firenze, non è stato da meno nello sparar cazzate pro Marchionne. La prossima volta che ci sembrerà "simpatico" ricordiamoci il detto "dimmi con chi stai e ti dirò chi sei". Parlare dei Bersani, D'Alema e compagnia bella non vale neanche più la pena. Il guaio è che nemmeno Vendola, con il suo linguaggio immaginifico e la poca sostanza, è più di tanto affidabile.
Nei giorni caldi a cavallo del referendum l'unico a dare una sensazione di concretezza e competenza, relativamente alle questioni di cui parlava, è stato Maurizio Landini, il leader della Fiom. Con lui si può essere o non essere d'accordo eppure appare più "vero" di tanti altri.

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