3.1.10

Da Londra senza amore

Essere lontano dall'Italia fa bene. Le miserie nostrane sembrano piccole piccole grazie anche al fatto che mamma Rai, impedisce la diffusione all'estero dei suoi programmi in diretta via Internet. Tipico di chi non ha ancora capito cosa sia la comunicazione globale, ma salvifico per eventuali portaaporta dipendenti. Purtroppo sono raggiungibili le rassegne stampa di RadioPop, Radio3 ecc., ma con un po' d'impegno, si potrebbe anche farne a meno.
E così, da lontano, fa ridere, piuttosto che incazzare, la polemica sulla via milanese da dedicare a Craxi, omaggio dei ladroni di oggi ai ladroni di ieri.
Dei tanti editoriali basta e avanza leggere quello di Robecchi sul Manifesto:
Ad Hammamet, per la cerimonia in onore di Bettino Craxi, sono disponibili solo posti in piedi: i biglietti per poltrone e poltronissime sono andati a ruba, tanto per rispettare le tradizioni del craxismo. A Milano sembra deciso che gli si dedicherà una strada. Una via, riflettono in Comune, senza numeri civici. Spiega il Corriere della Sera: “per evitare fastidi ai residenti alle prese con eventuali modifiche d’indirizzo”. Ben pensata anche per evitare imbarazzi. Dove abiti? In via Craxi al 12, meno il 5 per cento… Una via per Bettino Craxi, comunque, perché no? Qualche spiritosone suggerisce la tangenziale. Oppure si potrebbe chiamarla Via la scala mobile, e far pagare il pedaggio. Al momento, dicono le indiscrezioni, si penserebbe di ribattezzare con il nome di Craxi via dell’Innovazione, che sta al quartiere Bicocca. Spiega ancora il Corriere: “Un tempio della Milano operaia che fu, prima di diventare un quartiere residenziale con case di pregio”. Ecco: una luogo operaio trasformato in speculazione edilizia come vorreste chiamarlo, se non Bettino Craxi? Non è da tutti proporre una metafora senza capirla. Pochi sembrano serbare il ricordo di cosa fu quella Milano da bere su cui Craxi regnava sovrano. Non gli addetti al Minculpop di Arcore, che allora tuonavano nei loro tg “Di Pietro vai avanti!”. Non i fu-comunisti, tanto che a dare il la alla Moratti ci ha pensato Piero Fassino con un’intervista a La Stampa: se c’è in giro una zappa figurarsi se loro non se la danno sui piedi. Di certo se ne ricorda la popolazione (un sondaggio a Sesto San Govanni ha ferocemente sbertucciato la proposta di una via Craxi), che in cambio di quegli smottamenti tangentizi non ebbe nemmeno il bene di una piramide a un congresso. Zelo commovente, anche se non si capisce la nostalgia per quei soldi facili quando, per citare i classici, Cuore titolava: “Scatta l’ora legale, panico tra i socialisti”. Altri tempi. O no?

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