16.6.10

Honda in Cina, Fiat in Italia

Honda Jazz, prossimamente ibrida

Alla Honda, che pure quest’anno ha venduto nel primo quadrimestre il 36% di auto in più e punta ad aumentare la produzione da 650.000 unità all’anno a 830.000 e dunque a vendere più delle 580.000 macchine del 2009, un’ora di straordinario (diffusissimo e spesso obbligato) viene retribuito 70 centesimi di dollaro.
Gli operai ventenni delle fabbriche cinesi incominciano a scioperare - ed essere bastonati dalla polizia - perchè vogliono di più. Il loro stipendio si aggira mensilmete sui 200 dollari. Un direttore di fabbrica guadagna circa 50 volte un operaio, mentre non è un caso che il cinese più ricco del paese sia il capo della Byd, Wang Chuanfu, l’uomo più ricco della Cina nel 2009 con un patrimonio personale di 5 miliardi di dollari, accumulati prevalentemente costruendo automobili.
(fonte Francesco Paternò - il manifesto blog)

Con queste cifre che possibilità hanno gli operai di Pomigliano di ottenere da Marchionne più di quanto offre, ma soprattutto che convenienza ha la Fiat a restare in Italia e quanto ci resterà ancora? Un bel casino la globalizzazione.

Non resta che sperare nel risveglio internazionale della classe operaia - espressione tanto deprecata da chi teme i conflitti di una società divisa in classi -, quasi sparita in Italia, ma in tumultuosa crescita altrove.

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