9.1.09

L'abc del decreto Università e la demolizione del sistema d'istruzione pubblica

Sul filo di lana, ponendo per l'ennesima volta la fiducia, il governo ha convertito in legge il decreto 180 sull'università e la ricerca, quello del 10 novembre 2008.
Sarà operativo nel momento in cui verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Lo stanco balletto pro e contro tra maggioranza e opposizione è subito cominciato. Alla maggior parte degli italiani non frega niente di niente.
Resta il taglio mostruoso di 456 milioni di euro di fondi legato alla legge 133, passata in luglio nella generale indifferenza. Resta dunque la sostanziale demolizione dell'università pubblica insieme al tentativo strategico di fondo di svuotare l'intero sistema della pubblica istruzione, in ogni ordine e grado, per consegnarlo, esausto, al privato.
Niente di diverso del resto ci si può aspettare da questi governanti votati dalla metà degli italiani. Il dramma è che in quella che dovrebbe essere l'opposizione non ci sono idee alternative e regna il caos.
Comunque questi sono i punti sostanziali varati l'altro ieri così come sono stati riassunti dal Sole 24 ore. Per approfondirli, se interessa, si vada all'articolo completo L'abc del decreto Università

- Anagrafe nazionale nominativa dei professori ordinari e associati e dei ricercatori (articolo 3-bis).

- Chiamata diretta nelle università (articolo 1-bis).

- Commissioni giudicatrici (articolo 1, commi da 4 a 9).

- Consiglio nazionale degli studenti universitari (articolo 3, comma 3-bis).

- Copertura finanziaria (articolo 4).

- Diritto allo studio dei meritevoli (articolo 3).

- Ordinamenti didattici delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (articolo 3-quinquies).

- Pubblicità delle attività di ricerca delle università (articolo 3-quater).

- Qualità del sistema universitario (articolo 2).

- Reclutamento in università ed enti di ricerca (articolo 1, commi da 1 a 3).

- Valutazione dell'attività di ricerca (articolo 3-ter).

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