7.2.11

L'Italia è un bordello



Lo diceva già il Dante nazionale nel suo Purgatorio.

Stasera ne parlerà Lerner all'Infedele.
Una fetta, magari ormai maggioritaria, di questa Italia guidata da un "uomo della provvidenza" (una provvidenza di bocca buona, come sempre), non ne può più del Fanfulla da Arcore.
Berlusconi vattene! Lo stanno gridando un po' tutti, in tutte le salse. Educatamente dal Palasharp di Milano, tutto esaurito e con tante persone che non sono riuscite ad entrare. Un po' più rudemente i viola. Poi, il 13 febbraio, verranno le donne a manifestare contro il sultano.
E sarà tutto inutile.
La Rete da tempo è un vulcano in eruzione contro questo governo, questo parlamento, queste istituzioni marce che producono un ceto politico e dirigente totalmente insensibile alle necessità nazionali.
Ma se ne frega, lui, di avere contro tutti costoro. Fintantoché ci saranno parlamentari da comperare e continuerà a controllare l'emittenza  televisiva (privata o pubblica che sia ormai è tutta roba sua) nelle fasce d'ascolto che contano, il cavaliere resterà a cavallo. Subiremo sempre più "la versione del Berlusca", praticamente a canali unificati, tutte le volte che vuole. Di questo passo potrà raccontar palle impunemente ancora per un pezzo. La massa dei disinformati continuerà ad essere nettamente superiore a quella di coloro che ancora hanno tempo, voglia e stomaco per seguire l'informazione.
Inoltre - e questo è il vero guaio - manca una opposizione anche solo minimamente credibile. Lo dicono tutti, in tutte le salse, ma la conseguenza letale è che così affondiamo sempre più rapidamente nella merda.
Alla fin fine Berlusconi e combriccola sono la degna rappresentanza degli italiani che li votano, ci piaccia o non ci piaccia.
L'Italia era, è e resterà un bordello ancora a lungo, temo anche dopo la resistibile ascesa - e caduta - di Arturo Ui (nella fattispecie il Silvio).

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