2007-02-23

Caduta libera in dodicesimi

Prodi ci riprova a 12 non negoziabili condizioni. Tutti accettano pur di non perdere una irripetibile occasione di governare ancora per un po'. Ma cosa accettano? C'è ampia materia di contenzioso su ogni punto, considerata la loro vaghezza. Cosa significa, ad esempio, "Impegno forte per cultura, scuola, università, ricerca e innovazione"? Tutto e niente. E il popolo del NO TAV che, a torto o a ragione, si è sempre opposto alla Torino-Lione, appoggiato da esponenti di spicco di questo governo, cosa farà? Si possono usare le "forze dell'ordine" per imporre le decisioni, dopo aver manifestato insieme? Il vero nodo è una maggioranza al Senato troppo risicata per governare. Con un'armata brancaleone di prime donne alle spalle poi... Anche arrogarsi il ruolo di "portavoce" è assai poco significativo se non si ha la forza d'imporre una linea politica. In queste ore si stanno mercanteggiando, sottobanco, voti di senatori, ovviamente in cambio di qualcosa. Squallido spettacolo! Se mancano così platealmente le condizioni per governare meglio, molto meglio, andare tutti a casa. Certo con la morte nel cuore perché si spalancano le porte alla destra, ma che fare se non si è in grado di governare?

Ecco per esteso le 12 condizioni poste da Prodi all’Unione:

1. Rispetto degli impegni internazionali e di pace. Sostegno costante alle iniziative di politica estera e di difesa stabilite in ambito ONU ed ai nostri impegni internazionali, derivanti dall’appartenenza all’Unione Europea e all’Alleanza Atlantica, con riferimento anche al nostro attuale impegno nella missione in Afghanistan. Una incisiva azione per il sostegno e la valorizzazione del patrimonio rappresentato dalle comunità italiane all’estero.

2. Impegno forte per cultura, scuola, università, ricerca e innovazione.

3. Rapida attuazione del piano infrastrutturale e in particolare, ai corridoi europei (compresa la Torino - Lione). Impegno sulla mobilità sostenibile.

4. Programma per l’efficienza e la diversificazione delle fonti energetiche: fonti rinnovabili e localizzazione e realizzazione rigassificatori.

5. Prosecuzione dell’azione di liberalizzazioni e di tutela del cittadino consumatore nell’ambito dei servizi e delle professioni.

6. Attenzione permanente e impegno concreto a favore del Mezzogiorno, a partire dalla sicurezza.

7. Azione concreta e immediata di riduzione significativa della spesa pubblica e della spesa legata alle attività politiche e istituzionali (costi della politica).

8. Riordino del sistema previdenziale con grande attenzione alle compatibilità finanziarie e privilegiando le pensioni basse e i giovani. Con l’impegno a reperire una quota delle risorse necessarie attraverso una razionalizzazione della spesa che passa attraverso anche l’unificazione degli enti previdenziali.

9. Rilancio delle politiche a sostegno della famiglia attraverso l’estensione universale di assegni familiari più corposi e un piano concreto di aumento significativo degli asili nido.

10. Rapida soluzione della incompatibilità tra incarichi, di Governo e parlamentari, secondo le modalità già concordate.

11. Il Portavoce del Presidente, al fine di dare maggiore coerenza alla comunicazione, assume il ruolo di Portavoce dell’Esecutivo.

12. Il coerenza con tale principio, per assicurare piena efficacia all’azione di Governo, al Presidente del Consiglio è riconosciuta l’autorità di esprimere in maniera unitaria la posizione del Governo stesso in caso di contrasto. (lastampa.it)

2007-01-31

Aerei e motorini

aereoDue notizie oggi mi solleticano avendone francamente basta della pantomima dei pacs (vedi a suo tempo notizieoggi: PACS) e di tutti i cattolicissimi onorevoli divorziati che virtuosamente li osteggiano.
Gara d'acquisto ALITALIA. Chiedo lumi ai giornalisti ufficiali, quelli che sanno. Perché mai si dovrebbe comperare un’azienda decotta che perde oltre un milione di euro al giorno e i cui dirigenti vengono pagati a peso d’oro? Non è per lo meno sospetto che a contendersela non siano altre compagnie aeree che fanno ugual mestiere, ma finanzieri e banche?
Il motorino del figlio di Nicolas Sarkozy, inflessibile ministro di polizia francese e candidato della destra alla presidenza della repubblica, rubato davanti a casa, è stato ritrovato nelle banlieue dove nel novembre 2005 bruciava la rivolta. Grazie all'analisi del Dna anche i colpevoli, sono stati assicurati alla giustizia. Vien da pensare che si sarebbe potuto rintracciare anche il nostro quando ce l'hanno rubato. Ma si sa: non tutti i motorini, come non tutti gli uomini, sono uguali.

2007-01-27

Povera Italia!

Micidiale! Avevo sospeso a metà agosto due anni di blog "quasi serio" (GIORNALE - notizieoggi) per nausea profonda a commentare notizie alle quali si interessano solo pochi addettiai lavori. Basta guardare la tristezza in fotocopia di queste prime pagine per comprendere tanto disamore. Cosa può attirare persone con gli occhi pieni di immagini verso queste tristi testate? Io, vecchio dinosauro, continuo a pensare che il contenuto sia importante. Ma quale contenuto? Questi inutili fogli di carta stampata sono morti che camminano. Ha ragione Gramellini: notizie estenuate! Vedremo quante delle "novità" strombazzate oggi avranno pratica attuazione. Speriamo, fra tutte, non quella che vorrebbe in galera i coglioni negazionisti. Non voglio neppure più scomodare Voltaire.
Questo sarebbe un governo di sinistra? Possibile che non si rendano conto di essere lì, per il rotto della cuffia, solo perché dall'altra parte c'erano... Ringrazino il berlusconismo e la metà degli italiani che, pur sempre più disgustati, li rivoterebbero ancora domani pur di non ricadere dalla padella alla brace. Ma che Forza Italia! Povera Italia! Chi ha giornali illeggibili, televisioni inguardabili, politici scassati come i nostri? Dovrebbero darci un premio a noi italiani. Ci pensate? Nonostante tutto tiriamo avanti la carretta giorno dopo giorno più o meno come negli altri paesi "civili". Questo è eroismo!
Nota per chi capita qui per caso. Niente paura Ho solo voluto provare un nuovo blog e non ricomincerò a sproloquiare quotidianamente.



























Nota - Considerando che la "memoria" non la si impone per legge chi vuole può ascoltare le testimonianze di qualche sopravissuto all'inferno dei lager a questi link su Radio Popolare
Giornata della memoria 1
Giornata della memoria 2
(Consigliato un collegamento a banda larga per leggere gli articoli ingranditi cliccando sulle immagini e per lo streaming audio)

2006-07-13

FINE, End, Ya basta. STOP!

manifestoUn po' perché sono cominciate le vacanze estive, un po' perché nutro dubbi sulla "formula" del mio BLOG (troppo serio, troppo politico, rétro, poco intimista, e maledettamente poco accattivante) dico basta.
La nazionale di calcio ha vinto, Amato, con la sua faccia da sorcio, quatto quatto torna in auge, D’Alema, tra una regata e l’altra, dirige da par suo la dissidenza interna, tutto va per il meglio e il Riformista continuerà a fare i suoi party di Vip a nostre spese così come a nostre spese continueranno ad essere stampate tonnellate di giornali inutili che nessuno legge. Anche chiudere il mio blog, gratuito, virtuale e dunque non inquinante e distruttivo come la carta stampata è atto di protesta.
Io che non ho provato non dico orgasmo, ma neppure alcuna particolare soddisfazione per la vittoria dell’Italia e mi sono schifato per i ridicoli festeggiamenti tricolori, le dirette su tutte le reti, le esternazioni della Melandri, incarnazione di tutte le possibili politiche banalità, qui mi fermo. Ancora estenuato dai conati di vomito per le patetiche sbrodolate dei giornalisti sportivi, e non, incomincio a credere seriamente di essere disadattato.
Mi sento più in sintonia con i pazzi catastrofisti che paventano il potere assoluto delle corporation - che fanno pagare ai miserabili della terra anche l’acqua da bere e spingono l’umanità verso l’armageddon ambientalistico - che con le serrate corportative di farmacisti ed avvocati.
Con quest’ultima sbrodolata perfettamente in linea con i quasi due anni di post pubblicati saluto i miei pochi affezionati lettori. Magari tornerò saltuariamente o in altra veste. Ora ho altro da fare e mi fa perdere troppo tempo indignarmi quotidianamente per scritto. Continuerò a farlo, ovvio, ma in altre forme. Nel blog rischiava di risultare stucchevole.

2006-07-02

Manifesto dai!

vignetta Vauro“Il manifesto” deve sopravvivere. Prosperare sarebbe troppo, ma morire non deve. Lo leggo da sempre e da sempre ritengo sia il miglior giornale "militante" della sinistra italiana. Quante volte ha gridato "al lupo!" e poi se l'è cavata. Vogliamo sperare che sia anche questa una di quelle. Purtroppo nella fin troppo famosa fiaba, che Nabokov pone all'inizio della letterarura di tutti i tempi, alla fine il lupo arriva e nessuno corre in soccorso al pastorello affabulatore. Temo che vi accadrà un po' la stessa cosa, non perché avete detto il falso, ma per aver usato troppa fantasia. Li vedo già i cari colleghi giornalisti gioire per la vostra scomparsa. Del resto basta leggere un po' di commenti al vostro appello riprodotto sul Barbieredellasera per capire l'aria che tira. Dunque quel poco che posso io lo farò per voi. Però devo dire alcune cose che mi passano per il cervello. Quando ho letto che avete 121 dipendenti mi sono detto "C..zo!" Poi ho sentito Polo a Radio Popolare sostenere che tutti hanno diritto al salario anche se non lavorano più. Bene, principio sacrosanto, ma come un tempo si discuteva se fosse possibile il socialismo in un solo paese ora bisognerebbe domandarsi se in una economia di mercato sia possibile un "mostro" come il vostro. Chiedete se sentiamo bisogno di voi. Certo che si! Brutalmente però dico anche che i giornali sono in via d'estinzione, morti che camminano. Per quanto? Ancora nessuno può dirlo, probabilmente i tempi d'agonia saranno lunghi, ma la fine o prima o poi arriverà. Senza l'ossigeno dei 700 milioni di euro pubblici erogati a testate inutili che pubblicano migliaia di copie destinate al macero pagando smisuratamente giornalisti con pochissimi lettori quanti cesserebbero subito d’esistere? E sarebbe soltanto un bene considerando che in certi casi a leggerli, forse, ci sono soltanto i curatori delle rassegne stampa! So che per voi, probabilmente unici a meritarvi una sovvenzione, costituirebbe un dramma, eppure questa sarebbe la giusta direzione. Occorrerebbe pensare seriamente a chiudere bottega e ripartire in pochi, con il vostro marchio e la vostra credibilità, magari pubblicando solo in Internet e aprendovi al “volontariato” dei lettori. Insomma scommettere sulla qualità del vostro “pubblico” pronto a svolgere un ruolo attivo e sulle risorse di rete, pensare ad una specie di cooperativa on-line per portare avanti, a basso costo, il vostro patrimonio ideale. Non è semplice, ma se ne potrebbe discutere.

2006-07-01

Finalmente!

Conti bancari estinguibili senza gabella, auto e moto vendute evitando di pagare il notaio, aspirine e altri farmaci da banco acquistabili al supermercato, magari con lo sconto, sottraendosi all'obbligo dei prezzi folli di bottegai esclusivisti in farmaci, possibilità di promuovere azione collettive a tutela dei consumatori...
Il governo batte un colpo, il primo, e con un occhio di riguardo ai cittadini-consumatori, più che alle lobby corporative da sempre favorite. Niente di "rivoluzionario" come si vuol far credere, anzi tutto in linea con il liberismo di mercato. I "sinistri" non hanno ragioni per esultare. Tuttavia in un paese come il nostro dove anche i provvedimenti più ovvi non vengono mai presi, è un buon segno. Vedremo se si realizzeranno.

2006-06-26

GOOOOOL!!!

mappaculoSegnare su rigore al quarantanovesimo del secondo tempo come è successo oggi a Totti e passare così il turno contro l'Australia è una questione di culo mondiale. Chi ha detto che non ce ne vuole nel gioco del calcio?

"Gli italiani fanno schifo ed anche l'Italia fa schifo"
Così il fine Speroni leghista doc.
Non riferendosi certamente ai mondiali di calcio, la ragione del suo disappunto sono da attribuire al risultato del referendum. Buona giornata oggi per gli "indegni coglioni" che prima hanno votato contro il Cvalkiere (mi è venuto così battendolo e lo lascio, ché tutti sanno chi è) e adesso hanno rifiutato i cambiamenti della Costituzione operati dal vecchio governo. Se anche il Milan va in B la disfatta è completa.
Ha vinto il NO ampiamente. Ha vinto anche a Milano città. Non in Lombardia, dove ci tocca in sorte vivere, e Veneto. Che succederà ora? Aspettiamo una riforma migliore, magari che riduca da subito i parlamentari e trovi il modo di applicare quelle parti della costituzione da sempre disattese, ma ci speriamo poco.

2006-06-25

NOOOOOOOOO!

Voto NO al referendum: ovvio. Credo di più ai timori dei costituzionalisti di professione piuttosto che a una legge stesa da dentisti prestati alla politica che in altre occasioni hanno confessato di scrivere "porcate". Voto NO anche per l'abominevole campagna di disinformazione radio-televisiva dalla quale nulla si capiva se non che sarebbero diminuiti i parlamentari senza neppur dire che ciò avverrebbe dal 2016 o giù di lì. Voto NO infine contro lo scarso impegno dei promotori in questa campagna referendaria. A oltre due mesi dalle elezioni, i neo-governanti, incapaci di fare alcunché di concreto, presenziano in massa ai party del Riformista - un giornale inutile che nessuno legge e noi cittadini paghiamo - forse più interessati a futuri "inciuci" che a vincere il referendum. Beninteso: non è che la Costituzione sia "sacra ed inviolabile" come vorrebbe qualcuno. Mi sembra una coglionata anche avergli dato un premio Strega. La carta costituzionale è una legge di riferimento (volendo si veda La Costituzione come norma giuridica e non si cambia a cuor leggero. Quella inglese, neppure scritta, regge da oltre 300 anni. Noi italiani però di convinzioni condivise ne abbiamo pochine. Una volta c'era l'amore sviscerato per la mamma. Regge la smisurata ammirazione per la gagliardia fisica: Buffon, portiere dell'italica nazionale "Siamo uomini veri, con attributi grossi!" [sic!] Ma se si tratta di Costituzione sembra che se ne possa cambiarne una a legislatura ché intanto non frega niente a nessuno.

2006-06-16

Soldi, Soldi, Soldi

Pecola...tanti soldi
Beati siano i soldi
I beneamati soldi perché
Chi ha tanti soldi vive come un pascià

...

45 miliardi entro il 2007 (repubblica.it). Se è vero tanti sono i soldi che Padoa Schioppa dovrà spremere dalle italiche tasche. Un casino, anche se meno del patrimonio personale di Bill Gates e intorno al fatturato annuo della sua Microsoft.
Come ogni altra cosa di questo "sinistro" governo tutto è ancora nel vago, benché si sapesse fin da prima delle elezioni che i cinque anni di cavalierato ci sarebbero costati "lacrime e sangue". Complimenti all'italiano su due che non l'aveva capito o s'illudeva ancora in qualche miracolo dell'unto. Miracoli non ne faranno neppure questi di governanti, ciò è sicuro, però almeno ci cavino 'sto dente un po' veloci invece di farci venire la pecola ("la pel dal cü c’la sa dascola", come recitano dalle nostre parti - anche se Wikipedia ne da tutta un'altra spiega...)
Il problema è che, anche a volerli spennare, i I Paperoni de' Paperoni in Italia sono una minoranza. I poveri, invece, tantissimi. Soltanto 49.645 contribuenti dichiarano più di 200 mila euro annui e ben 10 milioni giurano di vivere con meno di 500 euro al mese. Quasi 2 milioni e mezzo, poi, denunciano redditi inferiori ai mille euro l´anno. Un popolo di miserabili! I dati provengono da un articolo che Kataweb ha ripreso da La Repubblica il 14 maggio scorso e passato "stranamente" inosservato (articoliscelti).
Delle due l'una: o le cose stanno così, e allora non si capisce dove si trovino i soldi per prime e seconde case, auto nuove e vacanze a prezzi assurdi, oppure no e allora a non pagare le tasse sono davvero un esercito. Dunque aprire la caccia agli evasori sarebbe una strada giusta benché, a parte le dichiarazioni di principio, non se ne sia mai fatto niente. Che non si possa farci niente davvero? Fatto sta che i salassati sono sempre gli stessi i lavoratori dipendenti, quelli con redditi tra 12 e 25 mila euro che non possono sfuggire al fisco.
Per far cassa si vogliono ridurre gli "sprechi". Da sempre lodevole intenzione anche questa, professata da qualsiasi governo in carica e mai attuata. Perché non cominciare dai 700 milioni di euro pubblici elargiti a giornali che nessuno legge? A La 7 qualche sera fa era invitato il nuovo direttore del Riformista. Il conduttore televisivo gli ha chiesto: "Dove va il Nuovo Riformista?" La giusta risposta sarebbe stata "Al macero." Vale anche per tutti gli altri, ovviamente.

2006-06-14

Shooting-rooms

quadroStanze per spararsi in vena, ovvero stanze del buco.
L'unico vero buco è quello in testa a questo esecutivo di ministri bla-bla. Avessero fatto qualcosa oltre che sollevare polemiche. Macchè non s'è visto ancora niente di concreto a parte qualche, magari apprezzabile, sortita verbale. Quella di Ferrero, che fa starnazzare come galline impazzite i reazionari nostrani, potrebbe essere tra queste, a parte l'estemporaneità. Nulla di nuovo, né di sconvolgentemente rivoluzionario per altro. Il buon Veronesi, ex ministro berlusconiano ed emerito oncologo, quello della polenta che fa venire il cancro e uccide più dello smog (in realtà si riferiva all'alimentazione e non aveva tutti i torti) dice cose sensate e condivisibili al riguardo (repubblica.it). C'è poco da aggiungere alle argomentazioni del Prof. A Zurigo sembra che il provvedimento, in vigore dal '91, abbia funzionato egregiamente. Il problema anche in questo campo sarebbe fare le cose bene e non a metà come al solito. Vedi la storia del ritiro della firma italiana alla dichiarazione etica di sei paesi d'Europa contro il finanziamento della ricerca sulle cellule staminali. Il principio è giusto, ma se la legge 40/2004 (sulla fecondazione assistita) resta quale è cambia ben poco. Tanto rumor per nulla e avanti con il cerchiabottismo, sport italico per eccellenza.

2006-06-13

Risposta a Gramellini

Alena SeredovaAlena Seredova - Max
...se dobbiamo affidarci ad uno stellone che sia almeno uno stellone con i fiocchi!

Moggi o Bush? lastampa.it

Caro Massimo,
permettimi la confidenza se non altro perché più o meno coetanei. Tu sei un giornalista affermato, e, ciò che più conta, citato nelle rassegne stampa. Ti leggono in migliaia mentre io sono un misero blogghista (amanuense del weblog) letto da poche decine di persone. Come nello sport l’importante non è partecipare, ma vincere, nel giornalismo l’importante non è scrivere, ma essere letti. Forse non la pensano così i troppi giornalisti sovvenzionati dai soldi pubblici i cui giornali non vendono una copia, però questa è un’altra storia. A me comunque piace scrivere e nel mio Blog m’identifico abbastanza spesso, quantunque involontariamente, con la “sinistra del birignao” da te duramente cazziata. Ciò che è peggio è che vivo con l’indignazione perennemente innescata, costretto – ebbene sì – a dover scegliere tra due o più disgusti. Non è bello sai. Invidio sinceramente chi è sempre entusiasta di tutto e si compiace per i caroselli d’automobili dopo la vittoria sul Ghana, manco avessimo già vinto i mondiali. Per certi giornalisti sportivi l’esultanza è d’obbligo. E vai! Un primo colpo di spugna sul marcio. Va già bene se, tessendo gli elogi dei nostri rasati in mutande, non si sono lasciati sfuggire la storica frase “provenienti dal più bel campionato del mondo”.
Impudicamente ho scritto: ... se gli eroici pallonari tornano a casa dopo gli ottavi chi se ne frega! Beh sarebbe troppo non passare neppure il girone di qualificazione. Contro gli Stati Uniti del biechissimo Bush, anche più scarsi del Ghana, non tiferò Italia, ma neppure USA. Non tiferò e basta. È proprio questa idea che si debba a tutti i costi tifare per qualcuno o qualcosa che rifiuto.

2006-06-12

Italia - Ghana ... a ...

Sarà il brasiliano Carlos Simon ad arbitrare stasera Italia-Ghana, match d'esordio degli azzurri ai Mondiali di calcio. Nessuno ha il suo numero di telefono? Peccato che Moggi abbia dato l'addio al calcio! Non si dice tanto, ma un occhio di riguardo agli undici azzurri in mutande avrebbe potuto darlo e col Ghana chissà...
Seriosissimi giornalisti si augurano ogni bene per l'Italia pedatoria spudoratamente augurandosi risultati per mettere un bel pietrone sugli scandali. Una squadra così con un Lippi che dice e non dice schiera e non schiera, furbeggia come al solito e come tutti, Del Piero che si paragona al furioso Achille ritirato sulla collinetta (forse ha fatto un po' di confusione tra l'Aventino e una tenda in riva al mare) e Totti the life is now c'è poco da mordere. La bala è tonda e sciura speranza sempre ultima a schiattare. Diciamola tutta: se gli eroici pallonari tornano a casa dopo gli ottavi chi se ne frega! ...zo per fortuna che non lo dico al bar!

2006-06-09

Giaculatorie

santinoDall’Udc in generale e da Luca Volontè in particolare.
Noi ti preghiamo. Liberaci o Signore!

Esimio Prof. Buttiglione,
Luca Volontè, Presidente del gruppo parlamentare UDC, suo dichiarato pupillo, pare alla disperata ricerca di giaculatorie. Intende raccoglierle in un libro. Non so se ne è giunta notizia presso l'Accademia Internazionale di Filosofia del Principato del Liechtenstein, dove Lei, in qualità di filosofo, lo ha eticamente seminarizzato. Certo Internet è tra le dotazioni della Libera Università degli studi "S. Pio V", ampiamente sovvenzionata dallo Stato e un po’ chiacchierata per le lauree in offerta speciale (G.A. Stella, corriere.it). Dunque sarà a conoscenza del carteggio circolante in rete tra il parlamentare a Lei vicino e uno dei soliti preti comunisti che infestano le italiche parrocchie, tale Paolo Farinella da Genova. Costui gliele canta e gliele suona in una letteraccia di risposta alle presunte richieste del caro Volontè. Se non è una “bufala” – il noto Attivissimo tace al riguardo – faccia qualcosa Lei che può! Inviti Luca a smentire, o rivendicare con solidi argomenti, l’iniziativa. La ringrazio.
Suo in Cristo

2006-05-29

Il silenzio di Dio

vignetta VauroVauro, il Manifesto (2003)

Da un registro di classe. Ora di religione: "Si segnala mancanza del Crocifisso, occultato dalla classe, al suo posto cartello recante le parole "torno subito".

Il Papa tedesco ad Auschwitz fa discutere. Qualcuno parla apertamente di revisionismo storico per la posizione assunta nei confronti del nazismo. Secondo Ratzinger «i potentati del terzo Reich», furono «criminali» che ingannarono un intero popolo «usato ed abusato come strumento». In qualche modo così assolve sé e i suoi connazionali da molte responsabilità, gravi quanto quelle degli italiani nei confronti del fascismo. Impossibile trascurare il consenso di massa a Mussolini ed Hitler.
Benedetto XVI ha espresso anche il proprio sgomento per il silenzio divino di fronte all'olocausto. «Perchè Signore hai taciuto? Perchè hai potuto tollerare tutto questo?». Dimentica però il silenzio della Chiesa.
Il tema del silenzio e dell’assenza di Dio davanti alle sofferenze dell’umanità è ricorrente. In Indonesia l’ennesimo terremoto ha fatto oltre 5000 vittime (dati non definitivi). Una natura matrigna sembra sempre accanirsi contro i più poveri ed indifesi. È un caso? Certamente no. Là dove le misure antisismiche sono efficaci i terremoti non portano sterminio. Stesso discorso vale per lo tsunami e quant’altro. Dunque non si può prendersela con la natura quando si favoriscono le condizioni perchè il destino provochi il massimo di danni. Non resta che prendersela con Dio. Riccardo Di Segni, Rabbino Capo di Roma, commentando un’omelia del precedente Papa, ha scritto “Amaleq è il nemico mortale perenne d'Israele, senza pietà per i più deboli. Amaleq arriva e colpisce non in un momento qualsiasi, ma quando Israele non è più capace di avvertire la presenza divina dentro di sé.” (nostreradici.it) Insomma, non si vadano a cercare responsabilità divine nel male. Tutto questo però rientra ancora in una dimensione simbolica. Per un laico che voglia conservare gli strumenti razionali conquistati nel corso della storia il “silenzio di Dio” sta più che altro ad indicare la sua assenza. Ne consegue che all’uomo, nella sua solitudine, non resta che accettare le proprie responsabilità ed affidarsi alla ragione, merce rara in questi tempi oscuri di ritorno al divino.

2006-05-24

Un ministro a Barbiana

Fioroni Giuseppe, 1958, laureato in medicina, democristiano, scout, ex sindaco di Viterbo, ex responsabile sanità del Partito Popolare e dipartimento Enti Locali nella Margherita (margheritaonline.it)... Cosa c'entra con l’Istruzione? Fabio Mussi, il “compagno Seboso” di lontane vignette angesiane, neo ministro dell’Università e Ricerca, si capisce di più. Ma si sa: le esigenze poltroniere hanno fatto si che il ministero unificato della Moratti si disgiungesse. Non è questo il punto. È il background di Fioroni a lasciare perplessi. Come la pensa su alcuni argomenti viene fuori dalle sue prese di posizione. Non sembra che di scuola si sia mai occupato. L’istruzione non è un fatto solo politico. Come l’economia è anche una questione tecnica. Non sono un sostenitore a tutti i costi di ministri “esperti”, ma un po’ di competenza è giusto che l’abbiano. Tuttavia non sarebbe la prima volta che una persona apparentemente inadeguata si comporta meglio di altri più preparati. Vedremo.
Per il debutto Fioroni è andato a Barbiana, in omaggio a Don Milani, non so se perché cattolico o per conoscenza della sua pedagogia. Se così fosse dovrebbe prendere la non-riforma Moratti e, come ha fatto a suo tempo la signora Letizia Brichetto con la precedente legislazione, abrogarla in un solo comma. En passant ricordo che a tal scopo sono già state raccolte oltre 65000 firme (leggepopolare.it).
Don Milani è stato – oggi molte cose sono cambiate – un esempio solo per pochi “pericolosi rivoluzionari”. La scuola di quel periodo era quella da lui denunciata in Lettera a una professoressa. Per il Priore di Barbiana, finito lì per punizione, ubbidire non era una virtù e infatti fu sempre inviso alle gerarchie ecclesiastiche. Convinto che bisognasse dare più “parole” a chi ne ha di meno per potenziare la capacità di produrre concetti, era un esponente di quella pedagogia per gli oppressi che non è mai piaciuta molto ai ceti dirigenti.
Avere più parole significa comprendere ed esprimersi, cioè generare pensiero critico che è sempre, almeno in parte, relativo e divergente. Chiedersi il perché degli eventi, indagare senza pregiudizi, cercare risposte non preconfezionate da altri, deviare dagli schemi comportamentali largamente condivisi tenendo fede ad un proprio rigore intellettuale e morale sono indicazioni che molti potrebbero avallare, però quasi nessuno segue. Se praticate in larga scala minano alle fondamenta il principio d’autorità di chi detiene il potere – economico ed ideologico – e vuole continuare indisturbato a compiere scelte che sempre riguardano tutti anche quando i beneficiari sono pochi. La finanza come il calcio, l’industria culturale, la politica e quant’altro non cercano condivisione, ma solo cieco consenso e l’ottengono con il monopolio della comunicazione e dell’informazione. Il bombardamento mediatico di modelli standardizzati abbassa la capacità di accedere alla parola anche se, oggi come non mai, la tecnologia permetterebbe a chiunque di prenderla. Così il cerchio si richiude. Don Milani e tutti gli educatori che credono nel valore sovversivo della conoscenza sono ben lontani dall'aver vinto la loro battaglia.

2006-05-23

Aspettando Godot

Come tutti i Godot che si rispettano non arriveranno mai, ma ci saranno pur sempre illusi in attesa.
Vinte le elezioni – chi se ne fotte se per il rotto della cuffia, anzi così c’è il brucio, è la democrazia bellezza! – noi popolo votante vorremmo vedere cosa faranno i nostri non votati (già perché ce li hanno messi lì, preconfezionati, i “partiti”). Non è che s’abbia molta fiducia e se non faranno subito qualcosa per... be’ sarà dura che li si voti ancora. Dunque vedano di durare...
Mi sento un po’ buttato giù in un angolo, come Beckett nella foto, senza troppa voglia di commentare alcunché. A che pro? C’è voluto oltre un mese per arrivare, oggi, al voto di fiducia della camera. Ci attendono amministrative e referendum. Mi sa che, a parte il fumo delle dichiarazioni d’intenti, si vedrà ben poco arrosto. Intanto le borse internazionali sono passate dal toro all’orso e c’è già chi teme buio fitto (Turani, "Perché sono crollate le Borse") per il futuro dell’economia mondiale, tenuta saldamente per le palle da una finanza totalmente priva di ogni scrupolo morale. Il Ministro Padoa-Schioppa ci informa: “Conti pubblici come a inizio anni Novanta”. No buono, e Bersani rincara: "Dobbiamo vedere la situazione, la manovra non è scongiurata". Ci vorrebbero almeno iniezioni di fiducia. Misure “sovrastrutturali”, come si diceva una volta. Quelle che non costano insomma, tipo abrogare un po’ di leggi della scorsa legislatura o varare i Pacs. L’ha insegnato il Cavaliere quanto sia positivo, per chi governa, fare, anche se nel suo caso sarebbe stato meglio non facesse. Con la consueta finezza un senatore della destra ha dato dell’omosessuale alla Bindi. Come potrebbe una lesbica guidare il ministero per la famiglia? Non è vero niente, ma se anche fosse la vedrei con simpatia anche maggiore. Rosy Bindi è stata coraggiosa come ministro della salute (e per questo silurata a suo tempo). Ci aspettiamo da lei, più democristiana che di sinistra, cose migliori rispetto a quelli più di sinistra che democristiani.

2006-05-22

Io bloggo, tu blogghi, egli blogga

Paolo GentiloniPaolo Gentiloni, neo ministro delle Comunicazioni è un blogger. Ce ne congratuliamo.

Con una Gasparri alle spalle i conflitti d’interesse e lo stato comatoso dell’informazione ne avrà da fare, ma, sostiene, continuerà ad occuparsi del suo blog. Fatico io, che non sono ministro, a trovare il tempo per il mio, ma forse proprio perché ministro non sono. Magari un ministro, grazie ai collaboratori, il tempo può trovarlo. Sarebbe auspicabile che tutti gli uomini pubblici potessero avere una “linea diretta” col pubblico. Il blog è ideale. Si capirebbe meglio chi sono, cosa pensano e le ragioni di ciò che fanno (o non fanno). Possono mentire anche sul blog, certo, però qualcosa dovrebbero pur scrivere e le parole “restano” come recita il detto. Un blog è una specie di specchio della personalità: bene o male viene fuori carattere, cultura e pensiero di chi lo realizza. È l’inevitabile portato della scrittura in qualsiasi forma si manifesti. Avere un ghostwriter aiuta, tuttavia non scarica di responsabilità il firmatario, né per la forma né per la sostanza. Nel caso di un personaggio pubblico, con incarichi di governo poi, testimoniano gli atti.
L’avere competenze informatiche di base minime, quanto basta per esprimere il proprio pensiero on-line, dovrebbe essere prerequisito indispensabile non solo per un Ministro delle Comunicazioni, bensì per tutti i ministri, compreso quelli che si fanno un vanto d’usare poco il computer, dimostrando così un’allarmante pochezza. L’ITC ha cambiato il paradigma culturale. Non essersene accorti e ben più grave di quanto sembri. Bravo dunque il nostro Gentiloni. L’aspettiamo ora, come tutti gli altri, alla prova dei fatti.
A me piacerebbe trovare all’ordine del giorno (tanto per far vedere che davvero si vuol voltar pagina) la questione dei 700 milioni di euro pubblici ai giornali - chi se l’è persa si veda Report, FINANZIAMENTO QUOTIDIANO. Basta con le sovvenzioni e le tonnellate di carta stampata che nessuno legge! Sarebbe gradito anche un pensierino più che sulla ridistribuzione proprio sull’abolizione del canone TV, tassa assurda per com’è concepita. Così si lascerebbe tutto in mano al Cavaliere! Perché? Non avviene già? Applichiamo un po’ di sano mercato anche ai mostri sacri liberalizzando frequenze e garantendo connessioni a basso costo ed alta velocità per tutti e poi stiamo a vedere cosa succede.

2006-05-14

Nel pallone

Scappa la voglia di commentare notizie. Di che parlare? Di Moggi e della Juve? Ma siamo seri! Chi se ne frega di ‘sta gente e di tutti quelli che fino a ieri si sono inchinati a novanta gradi ed ora strillano di dimenticare tutto in nome dell’avventura italica ai mondiali. Forse qualcuno si meraviglia ancora per quel che succede? Davvero non si sapeva che il calcio è una associazione a delinquere legalmente consentita come del resto lo sono le banche e le assicurazioni? Be’ se c'è chi cade in buona fede dal pero è ancora più ingenuo di me che scrivo inutilmente queste note. Si perché io ancora di una cosa mi sorprendo: della mancanza di qualsiasi valore morale nell’inseguire soldi e potere. Un po’ lombrosianamente si potrebbe obbiettare: ma li vedi in faccia? Più che altro li sento: parlare, litigare, insultare, telefonarsi. Già perché saranno molto furbi, ma non hanno ancora capito che usare i telefonini è come fare riunioni di alcolisti anonimi in un bar. Dopo l’11 settembre Bush, senza chieder niente a nessuno, ha messo sotto controllo 200 milioni di utenti. In Italia non siamo mica da meno. Ci sono anche aspetti comici. Chiudere un arbitro nel cesso! Cose che succedono a scuola. Prooof! Franti mi ha chiuso nel cesso! E se Crossi non ha il coraggio di denunciare il misfatto c’è sempre un buon Garrone che informa il maestro dell’accaduto. Qui niente, tutti zitti. Tipica cultura mafiosa.

2006-05-10

Habemus Giorgius

Giorgio NapolitanoIh! Ih! L’infido D’Alema ci ha messo ancora una volta nel sacco. Abbiamo un nuovo Capo dello Stato: Giorgio Napolitano, classe 1925 ex PCI, migliorista, di sinistra per caso. Viva la gerontocrazia al potere!

Napolitano, già ministro dell’Interno e Presidente della Camera, è rispettato da destra e da sinistra ed elogiato per la sua “moderazione”. Inutile star lì: la moderazione è una virtù. A questo punto, quasi quasi, mi torna simpatico Baffino. Io per lui avevo fatto una perorazione che molti lettori hanno voluto vedere come “stroncatura”, aggiungendoci del loro. No. Mi sembrava l’uomo giusto al posto giusto anche se per ragioni discutibili. Davvero fatico a capire questo coniglio tirato fuori all’ultimo momento dal cappello. Non so se i DS hanno fatto un affare. Forse hanno influito i mal di pancia di Rutelli & C. Forse D’Alema preferisce ancora giocare in campo la sua partita piuttosto che fare l’arbitro. Inutili dietrologie. Fatto sta che avremo un Presidente neutro come il sapone, e un voto sicuro in meno al Senato. Non sembra una furbata. Francamente di questo non appassionante rito d’investitura non se ne poteva più. Come fanno i giovani e le persone comuni, non malati di “politica”, a provare interesse per simili teatrini? Sui giornali – e relativi giornalisti – stendiamo un velo pietoso. Centinaia di articoli uno più futile dell’altro (come questo del resto). Da segnalare per pregnanza “Il mondo normale della signora Clio” intervista alla first lady in pectore su La Stampa. Se fossimo un “paese normale” ci sarebbe già un governo governante da tempo, a oltre venti giorni dalle elezioni, e si potrebbe incominciare a capire da che parte tirerà. Io che al contrario di altri non ho optato scheda bianca e, senza particolare entusiasmo, ho dato il mio contributo in chiave anti-cavaliere (cosa volete che vi dica, l’uomo mi preoccupa e ancor più le sue frequentazioni!) gradirei vedere affrontati i problemi: economia, lavoro (legge Biagi), scuola (riforma Moratti), ritorno dei soldati, conflitto d’interessi, tasse, legge elettorale, legge Gasparri, Costituzione, Pacs... Magari, come antipasto, tanto per far vedere che si fa sul serio con la scopa nuova, apprezzerei anche se fosse chiuso subito il rubinetto dei 700000 euro a giornali che nessuno legge e abolito realmente il finanziamento ai partiti uscito dalla porta, rientrato dalla finestra. Troppa grazia Sant’Antonio!

2006-05-05

"Add'a venì baffino!"

Massimo D'Alema e Tiberio Murgia, Ferribotte dei "Soliti ignoti"

Perorazione per D'Alema Presidente

D'Alema piace alla destra, inutile star lì. Perfino Feltri, dicasi Feltri, quello di Libero, sotto sotto ne tesse gli elogi. Evabbè. L'antipatico salirà al colle, ce l'auguriamo. Personalmente avrei preferito una donna, ma in Italia sperare in una Presidentessa della Repubblica o, ancor meglio, del Consiglio, è azzardato. E D'Alema sia. Finalmente placato dall'alto scranno potrà dire le sue bischerate senza far incazzare quelli di sinistra e far perdere voti al suo schieramento. Prodi non avrà da guardarsi continuamente le spalle, i risicati vincitori delle elezioni potranno far schiattare d'invidia gli avversari dando prova, con la totale occupazione delle poltrone che contano, d'aver imparato la lezione maggioritaria impartita dalla scorsa legislatura, i DS non si sentiranno più coloro "che hanno dato il sangue per la coalizione" (parole dello stesso Massimo), un ministero importante in più resterà vacante per soddisfare le ambizioni di qualche Rutelli o Mastella. Tutti soddisfatti. Così potrebbe andare se il diavolo non ci metterà la coda e finalmente il buon professore potrà tentare l'arduo compito di governare.
Baffone (Stalin per chi non sa o se n'è dimenticato) non è mai arrivato ad abbeverare i cavalli in S. Pietro, deludendo le aspettative dei suoi sostenitori. A non aver ancora superato il trauma dell'attesa è rimasto solo il Cavaliere che finalmente vedrà avverarsi i suoi incubi notturni: un pericoloso comunista al Quirinale... e lui che ci avrebbe tenuto tanto! Ma in fondo in fondo D'Alema è un amico, l'unico che non avrebbe disdegnato un grande inciucio (ricordate la bicamerale e anche le ultime dichiarazioni sulle proposte post elettorali del premier che non voleva scollarsi dall'incarico?). E poi il Cavaliere, che nonostante il titolo uomo dell'800 è assai poco, ha stima per coloro che lo sono. Infatti tra le frasi celebri del presidente in pectore ne spicca una (tratta da beppegrillo.it Braccia rubate al lavoro: Massimo D'Alema): “Sono un uomo dell'Ottocento, non ho orologio, uso poco il telefonino, diffido del computer”. Andiamo bene! Per fortuna che non avrà da fare altro se non il Presidente della Repubblica. Forse un lavoro glielo abbiamo trovato.
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