18.11.09

Vivere in padania

Il mondo gira intorno a nuovi poli. Ne è esempio la visita di Obama in Cina. I maggiori giornali del mondo parlano di questo con tutto ciò che comporta.
I nostri quotidiani si occupano invece delle esternazioni di Schifani e del contrasto Fini-Berlusconi, per taluni nella speranza - temo vana - che questo possa nuocere a Berlusconi, per altri, al contrario, nella convinzione che il cavaliere possa uscire da eventuali nuove elezioni rafforzato e libero anche della zavorra finiana.
Intanto Maroni vaneggia di terrorismo mescolando confusamente BR, Nat (fantomatici nuclei di azione territoriale) e terrorismo islamico e sindaci padani si inventano nuove multe assurde per i loro già tartassati concittadini.
Ultima in ordine di tempo quella da 500 euro per chi non espone il crocifisso nei luoghi pubblici, bar compresi.
Se l'è inventata Paolo Bremi, sindaco di destra di Trivolzio, paesino alle porte di Pavia che conterà si e no un migliaio di anime.
In sè potrebbe far sorridere tanta solerzia antieuropea. Ma il signor Bremi, agente generale Inaassitalia a Pavia, rappresenta bene virtù e vizi del padano medio. Ci tiene ad essere sindaco e s'inventa la consueta lista civica per l'occasione: “Insieme per il futuro di Trivolzio”. Si sceglie un vicesindaco, diciamo così, di centro-sinistra e sostiene che la sua "è una giunta assolutamente apolitica" con lo scopo preciso di continuare a cementificare il territorio attraverso "l'espansione edilizia", esattamente allo stesso modo del suo predecessore ed attuale vicesindaco [sic!]. Magari sarebbe stato più appropriato chiamare la lista "Insieme per il passato"!
Però, nonostante l'apoliticità, il sindaco non resiste alla tentazione ideologica di dar prova del suo cattolicesimo militante inventandosi una multa incredibile. Uah! Uah! Uah!

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