14.9.05

Al lupo! Al lupo!

Lupo AlbertoSembra lo sport prediletto dagli opinionisti gridare “al lupo!”. Piacciono gli scenari forti.
“Attacco atomico, rischio possibile. Tra smentite e conferme, un ordigno nucleare potrebbe essere già in Italia”. Così titolava ieri La Padania riprendendo scenari di morte e distruzione dipinti da altri giornali nei giorni precedenti e già smentiti, ma non troppo, dai nostri 007 (sono ipotesi degli americani, mica nostre!)
“L’influenza aviaria a primavera in Italia” scriveva Il Giornale il primo di settembre. Due giorni fa rilanciava il Corriere della Sera: “Aviaria, «rischio 150mila morti in Italia»”. Ma a sentire chi ci governa i polli italiani sono sicuri: le ecatombe degli scorsi anni hanno danneggiato gli allevatori, mica loro. Comunque l’allarmismo è solo parzialmente giustificato. Il virus non ha ancora sviluppato quell’uncino che gli permetterebbe d’agganciarsi alle cellule umane provocando la temuta pandemia. Potrebbe? Potrebbe, è già successo che influenze degli animali si trasferissero agli umani. Nel ’56 ad esempio e anche la tristemente famosa “spagnola”, che negli anni '20 uccise nel mondo qualcosa come 50 milioni di persone, pare venisse dai suini. Tutto questo allarme preventivo però sembra sospetto. Qualcuno ci guadagna di sicuro con la preparazione dei vaccini, ma non è tanto questo. Anzi, speriamo che sia presto disponibile questo vaccino che ancora non c'è.
Sospetto è aggiungere paure alle paure. In un mondo traumatizzato da uno stato di guerra non dichiarata sembra una tattica di preparazione del terreno per sospendere sempre più diritti civili, come già è accaduto e sta accadendo, permettendo mano libera a chi comanda in barba alle regole della democrazia. Chi si lamenta e si lamenterà sarà automaticamente considerato nemico della sicurezza pubblica e trattato di conseguenza. Gran brutta storia.
Nel frattempo Berlusconi e compagnia cantante, più concretamente, pensano al modo di non perderlo, il potere. Come alle partite d’oratorio dove al grido di “viva il parroco” tutto fa buono, e le regole vanno a farsi benedire, il nostro illuminato leader ha deciso di cambiare in extremis la legge elettorale inventando il premio di minoranza. L’idea è semplice. Fatti tre conti la destra ci guadagna quel tanto che potrebbe mantenerla in sella alle prossime elezioni. Alla faccia!
Non aggiungo altro. Invito a guardarsi il blog beppegrillo.it al riguardo. Si legge tra l’altro:
“Pensate all’incubo di essere governati per altri cinque anni da questi bari che cambiano le regole per vincere, croupier da strapazzo. Non riconosco più il governo, non mi sento rappresentato da questa caricatura di democrazia, da questi media. Questa legge elettorale mi ricorda la legge Acerbo del 1923 che aprì in modo definitivo le porte al fascismo.”
Auguriamoci che anche Grillo faccia dell’allarmismo.

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