15.4.09

Dodici miliardi di maroni (e Vauro cacciato dalla Rai)

Vauro Senesi, autore di questa vignetta, è stato cacciato dalla Rai. Alla faccia della libertà d'espressione in Italia! In compenso Gasparri potrà continuare ad... esprimersi

Chissà quanti si sono chiesti cosa significhino 12 miliardi di euro, cifra sparata dal ministro Maroni per la ricostruzione in Abruzzo. Io ho dovuto pensarci su perché ormai si parla di milioni e miliardi come bruscolini. Grosso modo siamo intorno ai 24000 miliardi delle vecchie lirette. Cifra colossale pari, sostiene qualcuno, al patrimonio di Berlusconi. Con questi chiari di luna (l’emotività del terremoto ha spazzato via, come voleva il cavaliere, la crisi economica dalle prime pagine – e anche le sue figuracce europee) una finanziaria aggiuntiva sulle spalle degli italiani. Dobbiamo dire grazie a chi non ha costruito con criteri antisismici là dove non si sarebbe dovuto fare altrimenti. Grazie ai politici nazionali ed amministratori locali che si accorgono di avere la stalla aperta solo dopo che i buoi sono scappati. Grazie alle mafie ben radicate nell’edilizia del sud come del nord. Se fossi credente ringrazierei anche dio che ci ha dato il terremoto come ulteriore possibilità di redenzione. Purtroppo non c’è niente di fatale in ciò che è accaduto. Bisognava aspettarselo come un giorno bisognerà aspettarsi il risveglio del Vesuvio e la distruzione delle case abbarbicate sulle sue pendici in spregio a qualsiasi norma di sicurezza. Tant’è si continua a blaterare di ponte sulla stretto, un ponte che se anche dovesse essere costruito e, per ipotesi, reggere a un terremoto (ricordate quello immane di Messina agli inizi del secolo?) si troverebbe a riunire due città morte, Reggio e Messina appunto. Sarebbe interessante sapere quanti palazzi sono antisismici lì. Tutto va bene fino alla prossima beffa del “destino”. Intanto il nostro amato capo del governo gigioneggia tra le rovine raccogliendo consensi, promettendo mari e monti - compreso alloggio nelle sue innumerevoli ville - come si addice ad ogni stimato boss di quartiere o caudillo sudamericano. Complice un’opposizione muta e codina guai a criticare qualcosa o qualcuno come ha fatto Santoro, o meglio Ruotolo, in Anno Zero raccogliendo voci del dissenso tra chi ad una settimana dal sisma si trova nelle tendopoli senza ancora riscaldamento e acqua calda per lavarsi. Chi si permette giudizi difformi o tenta approfondimenti, fa “scempio continuo della verità”. Lo sostiene Gasparri, vi rendete conto? Uno come Gasparri parla di scempio della verità, uno la cui lingua evitiamo di dire dove si trovi da anni. Maroni, infastidito da Crozza a Ballarò - il clima da tregenda permette di picchiar duro anche su comici e vignettisti, come in ogni regime autoritario - mette sul piatto una spesa di 12 miliardi di euro e dunque cosa volete mai che siano due o trecento milioni risparmiati per accorpare il referendum alle altre elezioni? Si occupa di cose serie lui, mica di bazzecole! Ecco la cosa seria: evitare il rischio che gli italiani vadano in culo alla lega votando al referendum. Un rischio magari remoto, ma che per la lega sarebbe un ter-remoto. Il suo personalissimo terremoto. Mi girano dodici miliardi di maroni!

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