22.5.09

Quella letteronza della Marcegaglia, capponi e tacchini

makeup di Berlusconi prima della show all'assemblea di confindustria

Il Cavaliere, incontenibile, concede ormai repliche quotidiane dei suoi siparietti.
Ma secondo voi è normale che la presidente di confindustria si presenti a notte fonda, tutta vaporosa e velinosa, come ha affermato Silvio, a far approvare dal capo del governo l'intervento che farà in assemblea il giorno dopo?
Già questo la dice lunga sui distorti rapporti governo industriali.
Comunque Berlusconi, che in confindustria si sente particolarmente a suo agio, non si è fatto mancar nulla. Ha sparato a zero contro i giudici, pericolosi estremisti di sinistra ai quali penserà lui a tagliare le unghie. Poi alla Marcegaglia che chiede riforme (naturalmente a favore degli industriali e per tagliare ancora le pensioni) risponde che sarebbe più facile fare la rivoluzione perché con il Parlamento che c'è non si può decidere un bel niente. Non gli basta insomma aver scelto uno per uno deputati e senatori che dunque rispondono a lui, e non a chi li ha eletti, di quanto fanno. Ora vuole chiudere quell'aula "sordida e grigia" come ebbe a dire, a suo tempo, Mussolini. Parlamento "pletorico, inutile e dannoso", da ridurre drasticamente a un centinaio di persone. Così ha affermato il premier, non contento di aver ridotto il governo ad un consiglio di amministrazione ai suoi ordini. Sempre più infastidito da ogni limitazione al suo stapotere, dopo aver nominato a casa sua i dirigenti della TV pubblica, mettendo Scodinzolini (come affettuosamente chiamato dai suoi colleghi) a dirigere il TG1, rivela che intende rivolgersi al popolo per abolire la casta. Capponi e tacchini - così considera i parlamentari il capo del governo - non si sacrificheranno mai da soli.
Ora, per quel che sta servendo questo Parlamento, e considerando gli assurdi privilegi di cui godono i suoi membri, non sarebbe difficile trovare un voto "popolare" per ridurne drasticamente la funzione. Qui sta il punto, non è tanto il numero degli eletti, ma la loro funzione, per quanto già ampiamente limitata, ad infastidire il leader. I costi della politica sono l'ultima delle sue preoccupazioni. Ne fa fede la storia delle Provincie. Sembravano tutti d'accordo sull'eliminarle ma siccome alla Lega - e non solo - servono sinecure per il personale politico non se ne parla più, anzi se ne chiedono di nuove.

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